Ringrazio Ruggero Barbetti per aver degnato di una risposta quest’umile guardiano. Devo confessare che una volta l’ho anche votato, ai tempi del Carpe Diem. E anche stavolta ha colto l’attimo contando sulla smemoratezza degli altri, ma non tutti sono smemorati come l’elettorato capoliverese ed elbano di Giorgia Meloni e ora basta digitare qualche parola per capire se è vero, davvero, che Barbetti e il suo Partito e la destra elbana e toscana sono sempre stati favorevoli al dissalatore di Mola.
Provateci anche voi: una delle prime cose che viene fuori è una nota ufficiale del 25 aprile (data infausta per i fratelli e le sorelle d’Italia) 2019 con la quale Andrea Gelsi, fino a allora ex vicesindaco di Barbetti, candidato a sindaco per le elezioni comunali per la lista “Capoliveri bene comune” di cui Barbetti era capolista, ribadiva la contrarietà della sua compagine al dissalatore.
Rivolto alla lista concorrente di Walter Montagna (anche lui fratellino d’Italia ed ex assessore di Barbetti) Gelsi, fedelissimo di Barbetti e che penso voti come Barbetti, scriveva anche a nome di Barbetti: “"La discussione riguardo al dissalatore di Mola, merita toni più seri di quelli usati sino ad oggi da chi voleva mettersi la medaglia immeritata di oppositore a questo intervento, senza in realtà aver fatto mai niente per contrastarlo.
Questo clima di insinuazioni e di bassezze niente ha a che fare con la serietà e l'impegno profuso da un uomo come Italo Sapere e dall'intero Comitato per la Difesa di Lido e Mola, che ha avuto il merito di aprire gli occhi anche a questa amministrazione e lo ha fatto con pazienza ed educazione, ricorrendo alla forza delle sue ragioni e non certo alla violenza verbale con la quale si vorrebbe coprire il vuoto dei contenuti di chi voleva solo strumentalizzare la questione.
Per questo motivo mi sento in dovere di ringraziarlo e di ringraziare con lui tutto il Comitato anche per la costanza di non mollare, saldo nel sostenere le proprie ragioni e le proprie argomentazioni giuridiche, con la trasparenza di chi gli inciuci li lascia ad altri. Forse è proprio per questo che è stato facile per me capire e collaborare rispettando l'impegno di un primo atto essenziale entro la fine della legislatura.
Ho abbracciato questa causa sentendola mia da sempre e nessuno può in questo smentirmi o accusarmi di conversioni elettorali di convenienza. Ho una faccia sola e continuerò a mettercela con coraggio, nonostante le difficoltà connesse alla mia posizione lavorativa, che non mi impediranno di spendere ogni energia nel fermare questo scellerato progetto della Regione. La strada è ancora difficile, ma con Italo al mio fianco avrò tutti gli strumenti per affrontare al meglio ogni ostacolo. Sembrerà banale, ...ma così si fa il bene comune".
Una dichiarazione istituzionale e elettorale allo stesso tempo che, è vero, non porta la firma di Barbetti, ma la controfirma sì.
Ma proprio Barbetti da candidato di Fratelli d’Italia alle elezione regionali, l’11 settembre (altra data infausta) del 2020 scriveva sui social sotto lo slogan “NO all’ecomostro dissalatore – Non uccidiamo il mare dell’Elba”:
“I cittadini di Capoliveri e Porto Azzurro sono di fronte a una scelta facile facile:
- se vogliono il dissalatore a Mola devono votare la sinistra che appoggia Giani
- Se invece vogliono il blocco del progetto e non vogliono la realizzazione del dissalatore, allora devono votare per me e la Ceccardi”
Invece gli elbani gli preferirono l’ex democristiano diventato leghista e ora fratello d’Itala Marco Landi, ma fortunatamente non riuscirono a far diventare presidente della Regione la Ceccardi, che sarebbe stato benefico per la Toscana come sganciarci una bomba nucleare caricata a stupidaggini e razzismo.
Ma Internet non perdona e se andate a cercare sui social e sui giornali online troverete altre innumerevoli perle di questo tenore scritte da tutti i maggiorenti della destra elbana, da Forza Italia a Fratelli d’Italia, passando per la Lega.
Eppure, rispondendomi, Barbetti scrive: “Alla luce di quanto sopra, non ci sto a vedere strumentalizzate posizioni espresse contro il dissalatore da persone di “destra” esclusivamente a titolo personale senza averne qualifica o avuto un ruolo istituzionale nella vicenda. In realtà chi ha o almeno aveva anche un diretto titolo istituzionale a rappresentare la Destra elbana, rappresentando anche il Comune di Capoliveri, era favorevole alla sua realizzazione”.
E’ evidente che la destra elbana, a dissalatore fatto e con il governo Meloni che osanna i dissalatori ovunque e il gruppo regionale di Fratelli d’Italia che avrebbe dovuto impedire di fare il dissalatore che chiede di farli in tutte le isole e di usarli anche per irrigare i campi, non sa più che pesci pigliare e che conta sul fatto che il suo elettorato abbia la memoria di un pesce rosso. E può darsi che abbiano ragione perché con questo nuovo cambio di direzione, con la mossa del cavallo e il ritorno all’indietro di cui Barbetti, va riconosciuto, è un maestro, vedrete che gli elettori di destra saranno disposti a nuotare controcorrente nella salamoia ora diventata acqua santa, restando nella nassa elettorale.
Bisognerebbe solo capire cosa ne pensano almeno i capi del comitato anti-dissalatore, sedotti e abbandonati da Gelsi/Barbetti/Ceccardi e da Montagna/Cardelli/Landi/Amadio. Dicano almeno se in realtà sono diventati anche loro favorevoli, invece di restare muti come pesci.
Guardiano Corso