Ringraziamo Guardiano Corso per aver riportato all’attenzione pubblica dichiarazioni e prese di posizione che testimoniano come, negli anni, il dissalatore di Mola sia stato oggetto di contrasti e di posizioni politiche anche molto diverse da quelle che oggi qualcuno vorrebbe accreditare.
La nostra opposizione al dissalatore nasce da considerazioni precise, legate alla tutela di un territorio fragile, di particolare valore ambientale e paesaggistico, alla salvaguardia delle attività economiche che vi insistono e alla necessità di individuare soluzioni alternative e sostenibili per affrontare il problema dell’approvvigionamento idrico dell’Isola d’Elba.
Queste ragioni erano valide quando il Comitato ha iniziato la propria attività, lo sono oggi e continueranno a esserlo indipendentemente da chi governa il Comune, la Regione o il Paese.
Al Comitato interessa soprattutto un altro aspetto: le ragioni tecniche, ambientali e territoriali della nostra opposizione non diventano meno fondate perché cambia l’orientamento di un amministratore o di una forza politica.
Per questo non condividiamo l’idea che la vicenda del dissalatore debba essere ricostruita principalmente come una disputa tra destra e sinistra, né che il giudizio sull’operato del Comitato debba dipendere dalle scelte successive di chi, in una determinata fase, ha dichiarato di sostenerne l’impegno. Anche perché ogni forza politica prima delle elezioni ha cercato di rastrellare voti sfruttando la contrarietà al progetto dell’opinione pubblica. Sia Giani, sia Ceccardi, tanto per citarne due.
Se alcuni esponenti politici hanno condiviso le nostre ragioni, ne abbiamo preso atto. Se in seguito hanno modificato posizione, se ne assumono la responsabilità nei confronti dei propri elettori. Ma il Comitato non è responsabile delle loro scelte.
Guardiano Corso si domanda che cosa ne pensino i responsabili del Comitato e li invita a uscire dal silenzio. La risposta è semplice: non siamo rimasti in silenzio sulle ragioni della nostra opposizione e non abbiamo cambiato idea.
La nostra attività non si misura con il numero di dichiarazioni (peraltro non sempre viste di buon occhio dalla stampa online), ma con l'impegno profuso per richiamare l'attenzione pubblica sulle conseguenze che un'opera di questa natura avrà sul territorio di Mola e sul futuro del mare del Golfo Stella.
Noi continueremo quindi a sostenere le ragioni per cui ci siamo battuti fin dall'inizio. Non per difendere una parte politica, non per alimentare polemiche personali e nemmeno per rivendicare meriti esclusivi, ma perché riteniamo che la tutela di Mola e di Lido e il futuro del nostro territorio siano questioni che riguardano tutti gli elbani.
Il Comitato era contrario al dissalatore e continuerà a esserlo finché resteranno valide le ragioni ambientali, territoriali e di interesse pubblico che hanno motivato la sua battaglia.
Le posizioni dei partiti possono cambiare. La responsabilità verso il territorio, invece, non dovrebbe cambiare con esse.
Il Comitato per la Difesa di Lido e Mola