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Le elezioni di medio termine con lo sguardo di un europeo: Trump il vero candidato

Scritto da  Enzo Sossi Venerdì, 23 Ottobre 2026 11:25

A due settimane dalle elezioni per il rinnovo della Camera, di 100 Senatori e di 39 Governatori, una riflessione con lo sguardo europeo sulle elezioni di medio termine. Come Alexis de Tocqueville con il libro "La democrazia in America" scritto tra il 1833 e il 1840, in seguito al viaggio di studio compiuto dall'autore negli Stati Uniti tra il 1831 e il 1832.

 

Quanto è disposto a tollerare l'elettorato americano verso un presidente che ha promesso una vittoria rapida in Iran e ha consegnato prezzi alti dei carburanti e difficoltà nell'approvvigionamento dei fertilizzanti indispensabili in agricoltura?

 

Secondo molti geopolitici, la guerra pesa sui repubblicani, e non ci sono segnali che i prezzi scendano in tempo per il voto. Indicano nell'economia e nella guerra i due nodi che il vicepresidente Vance fatica a spiegare agli elettori. Poi, i numeri vanno nella stessa direzione.

 

I sondaggi danno ai democratici tra 8 e 10 punti di vantaggio. Trump ha solo il 31 p.c. di favore e il 72 p.c. pensa che stanno sbagliando. Storicamente il partito del presidente ha quasi sempre perso seggi sia alla Camera che al Senato. Gli analisti concordano nel dare un vantaggio ai democratici alla Camera, resta incerto il Senato. Sarebbe un errore leggere tutto come un plebiscito a favore del Partito democratico. Basta ricordare che sono visti negativamente sia i democratici che i repubblicani; entrambi sono impopolari tra la gente quasi allo stesso modo.

 

Per noi europei la posta in gioco è reale. Una Camera a maggioranza democratica non cambierebbe la politica estera, che resta in mano alla Casa Bianca, potrebbe però frenare le leggi di spesa, aprire delle inchieste e rendere più difficili le mosse unilaterali, dai dazi al dossier ucraino. Con il Senato repubblicano, Trump mantiene il controllo sulle nomine.

 

Tuttavia, da europei, diventa difficile provare a capire: è un tema su cui devono decidere gli elettori americani. Gli scenari probabili sono la Camera ai democratici, mentre al Senato il controllo dovrebbe restare ai repubblicani.

 

La cosa più rischiosa per i repubblicani è nazionalizzare il voto su Trump, mentre i democratici nonostante il favore, sono a un punto di svolta e rischiano l'autogol: candidati deboli o troppo di sinistra in Stati in bilico possono regalare seggi, che la congiuntura avrebbe dato loro; devono essere cauti sui sondaggi e un errore di 3-4 punti non è raro.

 

Enzo Sossi

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Ultima modifica il Venerdì, 23 Ottobre 2026 11:29