ESA S.p.A. considera i propri lavoratori prima di tutto Persone e poi una risorsa indispensabile. Non è un'affermazione di circostanza: è il presupposto da cui muove ogni scelta gestionale dell'azienda. La stessa considerazione è dovuta agli utenti del servizio — i cittadini dell'Isola d'Elba che pagano la tariffa e hanno diritto a un servizio efficiente. Rispetto ai lavoratori e rispetto agli utenti non sono in contraddizione: sono entrambi obblighi dell'azienda. L'azienda non può scegliere tra loro.
La misura introdotta viene definita nell'articolo "turno spezzato". Non lo è. L'organizzazione del lavoro adottata prevede un turno mattutino di 5 ore e 50 minuti — trenta minuti in meno rispetto all'assetto precedente — e un rientro pomeridiano di tre ore, una volta a settimana. Le 38 ore contrattuali settimanali rimangono invariate: non viene chiesto ai lavoratori un minuto in più. La mattina si lavora meno a lungo, con un carico continuativo ridotto. Chi descrive questo come un peggioramento delle condizioni di lavoro descrive qualcosa che non corrisponde ai fatti.
Tra gli strumenti contrattuali a disposizione dell'azienda per governare la flessibilità oraria, ESA ha adottato quello meno impattante sulla vita quotidiana dei lavoratori. Altri istituti, contrattualmente disponibili, erano stati già esclusi nel corso del confronto sindacale proprio perché più penalizzanti. L'azienda ne ha tenuto conto. Tra le proposte alternative avanzate dalla stessa organizzazione sindacale figurava il ricorso allo smart working. ESA gestisce un servizio pubblico di raccolta rifiuti sul territorio.
Sull'Isola d'Elba, nel periodo invernale, i dati registrati dai sistemi di rendicontazione previsti dal Contratto d'Ambito documentano in modo inequivocabile un carico di lavoro effettivo significativamente inferiore rispetto alla stagione estiva. Gli itinerari di servizio sono più rapidi e le utenze attive sono una frazione di quelle estive. Questo non è un giudizio sull'impegno dei lavoratori — che è pieno e riconosciuto — è una realtà oggettiva del territorio, e i dati, se mai, sono preoccupanti per la loro entità. Un'organizzazione del servizio che ignorasse questa realtà sarebbe inefficiente per gli utenti e insostenibile per l'azienda stessa.
Sul fronte delle relazioni sindacali, la negoziazione con le altre organizzazioni firmatarie del CCNL sta procedendo in modo costruttivo, nel rispetto delle regole. Quella trattativa ha già prodotto un contenimento rispetto alla proposta organizzativa originaria, e ci sono temi su cui l'azienda è disponibile a proseguire il confronto. Chi sceglie invece la strada dell'agitazione unilaterale — prima ancora che la procedura contrattuale si concluda — rinuncia allo strumento che può portare risultati concreti ai lavoratori, e lascia ad altri il merito di quella trattativa. Questa non è una scelta nell'interesse dei lavoratori.
Quanto alle posizioni dei Comuni soci, ESA prende atto che vengono citate in senso critico. Le richieste che le amministrazioni hanno effettivamente rappresentato all'azienda sono molto diverse da quanto emerge dall'articolo.
ESA prende atto che l'organizzazione sindacale CISL ha scelto di ricorrere alla “propaganda strumentale” piuttosto che il tavolo negoziale. L'azienda considera questo un invito a documentare con la massima precisione tutti gli elementi rilevanti. Lo farà nelle sedi istituzionali deputate.
La documentazione sarà portata nella sede istituzionale competente, dove i fatti pesano più degli slogan. Le altre questioni richiamate nella nota sindacale — Centri di Raccolta, mezzi, stabilizzazioni del personale — hanno già canali di confronto aperti. Le questioni serie meritano risposte serie.
ESA - Elbana Servizi Ambientali Spa