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Continuità territoriale: dalle dichiarazioni di principio alle soluzioni concrete

Scritto da  Davide Solforetti Sabato, 07 Novembre 2026 15:11

La recente iniziativa del Presidente di Federalberghi ha il merito di riportare al centro dell'attenzione il tema della puntualità e delle coincidenze tra treni e navi. Si tratta di aspetti fondamentali per la vita quotidiana di pendolari, studenti, residenti e turisti.

 

Benché sia positiva l'adesione dei Sindaci all'iniziativa di Federalberghi, dalla nota del Comune di Portoferraio mi pare di scorgere un'errata valutazione delle caratteristiche strutturali del settore marittimo. Sebbene ultimamente a dura prova, è nota l'espressione "puntuale come un treno" ma non quella "puntuale come una nave": il trasporto via mare risponde a variabili meteorologiche, operative, di sicurezza e di imbarco/sbarco che rendono la gestione navale fondamentalmente diversa da quella su rotaia. Per questo, rincorrere l'idea di un viaggio senza la minima attesa o ritardo dal portone di casa di Poggio all'aeroporto di Firenze, è suggestiva e scalda il cuore ma non scioglie il nodo del problema: evidenziare questa realtà non significa negare un diritto, ma evitare di illudere i cittadini con soluzioni irrealizzabili. L'obiettivo deve rimanere l'efficienza massima, ma da costruire sulla fattibilità tecnica.

 

Il cuore della questione, condivisibilmente, sta nell'esperienza concreta del viaggiatore: chi si trova a Piombino Marittima, in arrivo o in partenza, non chiede l'impossibile, ma tempi di attesa ridotti al minimo. Piombino non è solo un approdo, è uno snodo di scambio intermodale. La continuità territoriale non può più essere considerata un'esclusiva del contratto Toremar né fermarsi alla sola tratta marittima: è un diritto integrato che deve coinvolgere direttamente anche gli armatori privati — che operano su infrastrutture pubbliche — e l'intero sistema su gomma e rotaia collegato a Campiglia.

 

A svolgere questa fondamentale funzione di regia dovrebbero essere gli Osservatori per la mobilità, sia provinciali che, soprattutto, quello regionale: sedi naturali in cui, dati alla mano, valutare e migliorare i servizi. Troppo spesso svalutati o snobbati, questi organi richiedono una partecipazione reale, costante e autorevole di tutti gli attori in gioco. Per funzionare servono però strutture più snelle, risposte rapide e un reale potere vincolante sui contratti dei gestori e sulle assegnazioni degli slot da parte dell'Autorità di sistema portuale. Solo così l'intermodalità, e la continuità territoriale, smetterà di essere uno slogan e diventerà un diritto garantito per la nostra comunità.

 

Davide Solforetti

Responsabile Infrastrutture e Trasporti PD Val di Cornia Elba

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Ultima modifica il Sabato, 07 Novembre 2026 15:28