Due anni di amministrazione Nocentini celebrati sulle pagine dei giornali in concomitanza con un riconoscimento importante per il territorio: la nomina dell’Elba a Isola Europea dello Sport.
Un traguardo che rappresenta un motivo di orgoglio per l’intera comunità e per le tante associazioni che, ogni giorno, lavorano per promuovere attività sportive e valori educativi. Eppure, accanto alle celebrazioni, resta una domanda che molti operatori del settore continuano a porsi: quale sarà il futuro degli impianti sportivi dell’Isola? e in particolare di Portoferraio?
In questi due anni le società sportive hanno continuato a svolgere la propria attività spesso in condizioni difficili, affrontando problemi strutturali, carenze organizzative e situazioni che, in alcuni casi, hanno richiesto una buona dose di spirito di adattamento. Qualcosa, va riconosciuto, si è mosso.
Qualche segnale positivo è arrivato e proprio per questo non è mai mancata la fiducia nei confronti dell’amministrazione e delle persone che, nei momenti di necessità, hanno dimostrato disponibilità e attenzione.
Ciò che preoccupa, però, è l’assenza di una visione chiara e pubblicamente definita sul futuro degli impianti. Nelle due pagine dedicate al bilancio di metà mandato si è parlato di molte iniziative, ma non è emerso alcun progetto concreto per la riqualificazione strutturale degli impianti sportivi. Non interventi temporanei o soluzioni d’emergenza, ma un vero piano capace di restituire dignità a strutture utilizzate ogni giorno da centinaia di atleti.
Il caso più evidente resta quello di San Giovanni. A meno di due mesi dall’inizio della nuova stagione sportiva, la situazione appare ancora lontana dall’essere risolta. Il nuovo tendone presenta criticità legate all’aerazione e al corretto tiraggio della struttura; i bocchettoni interni risultano scollegati o, in alcuni casi, mai installati. A ciò si aggiungono porte deteriorate, spogliatoi che necessitano ancora di interventi e una gestione degli spazi che spesso genera confusione tra ciò che dovrebbe essere patrimonio comune e ciò che viene percepito come proprietà esclusiva.
Il punto non è alimentare polemiche. Il punto è che il tempo scorre. Siamo al 20 giugno e la nuova stagione è ormai alle porte. Le associazioni stanno programmando attività, iscrizioni e campionati, mentre gli impianti continuano ad attendere risposte. La fiducia, come detto, resta. Ma la fiducia da sola non basta. Serve una programmazione chiara, un cronoprogramma e soprattutto la consapevolezza che gli impianti sportivi non rappresentano una voce marginale dell’azione amministrativa. Sono strutture di rilevante interesse pubblico, frequentate ogni settimana da centinaia di bambini, ragazzi e adulti.
L’auspicio è che dietro il silenzio di queste settimane esista già un progetto concreto e ben strutturato. Perché il riconoscimento di Isola Europea dello Sport è certamente motivo di soddisfazione, ma il vero banco di prova sarà trasformare quel titolo in impianti adeguati, sicuri e funzionali. Possibilmente prima dell’inizio della prossima stagione.
Alessandro Pugi