Caro Roberto,
ci sono persone che passano nella nostra vita e altre che, invece, ci restano dentro per sempre. Tu sei stato questo: molto più dello storico custode del campo sportivo di Porto Azzurro. Sei stato una presenza costante, un punto di riferimento, una figura a cui tutti hanno sempre voluto bene e da cui tutti hanno sempre sentito arrivare affetto sincero.
Porto ancora con me una cosa che mi ha regalato e che ancora oggi mi fa sorridere: il soprannome “Balzaretti”. Non riuscivi mai a dire Solforetti e così, con la tua spontaneità, quel nome mi è rimasto addosso per sempre. Ero sempre l’ultimo ad uscire dagli spogliatoi dopo gli allenamenti, e tutte le volte mi “cazziavi” perché ti facevo arrivare a casa a mezzanotte. Ogni rimprovero, però, era fatto con quell’affetto schietto di chi ci teneva davvero, di chi faceva parte di quel campo e di tutti noi come una famiglia. Ci sono persone che lasciano un segno silenzioso ma indelebile. Come il tempo che passa e certi affetti che invece non se ne vanno mai... Perché alla fine è così, sono quelle persone che restano nei luoghi che abbiamo vissuto, nei ricordi che ci fanno sorridere all’improvviso e in quel nodo alla gola che nasce pensando ai momenti trascorsi insieme. Tu resterai sempre lì, in quel campo, in quegli spogliatoi, in quelle cazziate dette col cuore, e soprattutto in una parte di me che non smetterà mai di ricordarti. Quindi che posso dirti se non grazie di tutto, Robe. Per i sorrisi, per l’affetto nascosto dietro quei modi ruvidi, per il tuo “Balzaretti" e per aver lasciato nella mia vita un’impronta che il tempo non cancellerà mai.
Andrea Solforetti
Purtroppo ieri ci ha lasciato Roberto Gava e tutto Longone sa’ di aver perso un grande personaggio, all’apparenza burbero, ma solo all’apparenza, bastava un gruppo di bimbi che urlasse il suo nome o un articolo per il suo compleanno, che subito quel viso duro, si scioglieva in un pianto e in un ringraziamento.
Io sinceramente non so che scrivere, cosa strana, perchè Roberto andava vissuto per essere amato.
Una delle cose simpatiche che mi ricordo è quando prima di una partita, nella stanzina che era dietro il campo, tra un gottino di bianco e due risate io gli feci tutto un popo’ di discorsone sul fatto che mi piaceva la cosa che, nonostante i tanti anni passati all’Elba, non avesse perso il suo accento natale.….lui mi faceva parlà e stava zitto e io che caricavo ancora di più il ragionamento di quanto fosse bello che fosse comunque rimasto attaccato alle sue origini.…..forse la feci un po’ troppo lunga e pomposa.….mi prese a braccetto, mi accompagnò alla porta e mi liquidò con un: ”Dai va bene Regini, ora levati dai coglioni che inizia la partita”.
Ciao Roberto…sei stato un grande e al campo sportivo mancherai molto.…spero che un angolo del ”Cecchini” sia intitolato alla tua memoria.
Alla famiglia arrivi l’abbraccio di tutta l’Edicola Elbana.
Edicola Elbana