Nella tarda mattinata del 19 maggio, all’interno del carcere di Porto Azzurro, si è verificata una grave aggressione ai danni di un Assistente Capo Coordinatore della Polizia Penitenziaria, impegnato nell’affiancamento di un giovane agente presso la postazione dei “cancelli galleria”, punto strategico di accesso ai vari uffici dell’istituto.
Secondo quanto ricostruito, un detenuto di origine nordafricana avrebbe tentato di oltrepassare il cancello senza la necessaria autorizzazione. L’Assistente sarebbe quindi intervenuto per richiamarlo al rispetto delle procedure e fornire supporto al collega più giovane. A quel punto, però, il detenuto avrebbe reagito con violenza, iniziando a spingere e colpire il cancello fino a sferrare un pugno al volto del poliziotto.
Solo il rapido intervento del personale presente avrebbe evitato conseguenze più gravi.
Successivamente il detenuto è stato accompagnato nella propria cella, in attesa delle decisioni dell’Autorità dirigente, mentre l’agente ferito è stato trasportato al Pronto Soccorso. I medici gli hanno riscontrato tumefazioni al volto, giudicate guaribili in cinque giorni.
Sul grave episodio è intervenuto anche il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che denuncia una situazione sempre più critica all’interno degli istituti penitenziari italiani.
“L’ennesimo grave episodio di violenza ai danni del personale di Polizia Penitenziaria conferma una situazione ormai allarmante – afferma il SAPPE –. Da tempo la segreteria regionale segnala all’Amministrazione centrale le enormi difficoltà operative che il personale si trova a fronteggiare quotidianamente”.
Il sindacato sottolinea inoltre come il continuo trasferimento di detenuti problematici, spesso non compatibili con le caratteristiche strutturali e gestionali dell’istituto, stia mettendo a dura prova il personale, già penalizzato dalla carenza di organico e da turni di servizio sempre più pesanti.
Il SAPPE rinnova quindi la richiesta di interventi urgenti per affrontare l’emergenza legata al sovraffollamento del carcere di Porto Azzurro, chiedendo misure concrete e immediate per garantire maggiore sicurezza all’interno della struttura.
“La sicurezza del personale di Polizia Penitenziaria e la corretta gestione degli istituti non possono più essere rinviate – conclude il sindacato –. Servono risposte immediate, perché non è più accettabile che gli operatori continuino a pagare un prezzo così alto nello svolgimento del proprio servizio”.