Disagi e proteste nella serata di ieri, venerdi 22 maggio, al porto di Piombino, dove numerosi viaggiatori diretti all’Elba sono rimasti a terra in attesa dell’ultima corsa per Portoferraio. A sollevare la polemica è il racconto di Gabriella Solari, ferma in banchina alle 22.30 insieme ad altre persone che non hanno potuto imbarcarsi sul traghetto Rio Marina Bella, insufficiente a contenere il numero di auto presenti.
“Ma quante angherie bisogna subire per lavorare?” è lo sfogo affidato ai social, che denuncia la situazione vissuta come ormai insostenibile da molti pendolari e lavoratori dell’isola. “Gli elbani restano a Piombino senza sapere dove dormire, in una stazione marittima dove non c’è nemmeno un bar aperto”.
Al centro della polemica la scelta della nave impiegata per l’ultima corsa da Piombino. In banchina, secondo quanto riportato, erano presenti due traghetti, uno Toremar e uno Moby, ma il collegamento delle 22.30 sarebbe stato effettuato dal Rio Marina Bella, con una capienza ritenuta insufficiente rispetto alle necessità.
Da qui la domanda rivolta alle compagnie e a chi gestisce i collegamenti marittimi: “Perché lasciare a terra le persone quando in porto ci sono altre navi?”. Una situazione che tiene acceso il dibattito sulla continuità territoriale marittima e sulle difficoltà vissute da residenti, lavoratori e pendolari dell’Isola d’Elba.