Stampa questa pagina

Ma davvero la spiaggia di Mola può essere dichiarata una Dog Beach?

Scritto da  Dott.ssa Claudia Lorenzini Venerdì, 05 Giugno 2026 10:28

Gentile direttore,

Desidero ringraziare chi continua a segnalare la Dog Beach di Mola come l'unica spiaggia dell'isola dedicata ai cani. Davvero. Senza quella rassicurante indicazione sui siti turistici e sui portali informativi, non avrei mai avuto l'opportunità di vivere un'esperienza così istruttiva.

 

Partita con il mio cane e con la fiducia ingenua di chi crede ancora alle informazioni ufficiali, sono arrivata in quello che immaginavo fosse uno spazio pensato per gli animali e per i loro proprietari. Invece mi sono trovata davanti a un piccolo monumento all'abbandono: rifiuti, incuria, degrado e una quantità di forasacchi tale da far sembrare la spiaggia un vivaio specializzato.

 

Dopo un rapido bagno, il mio cane ha commesso l'errore di comportarsi come un cane: si è rotolato sulla ghiaia. Ne è uscito trasformato in una specie di porcospino vegetale. Ho trascorso il resto della giornata a estrarre forasacchi dal mantello e, per fortuna, sono riuscita a rimuovere in tempo quello che si era infilato in una zona molto delicata. Un pomeriggio a Mola che si è improvvisamente trasformato in un corso accelerato di pronto soccorso veterinario.

 

La domanda che sorge spontanea è semplice: come può una spiaggia pubblicizzata come area dedicata ai cani rappresentare un pericolo proprio per i cani?

 

Nel tentativo di capire chi fosse responsabile della gestione dell'area, ho cercato il bando di concessione. Non l'ho trovato. In compenso ho raccolto spiegazioni, ipotesi e racconti da corridoio. Pare che tra prescrizioni, obblighi e assistenti bagnanti richiesti, nessuno voglia assumersi l'onere della concessione.

 

Ora, da semplice cittadina, faccio fatica a comprendere il paradosso. Da una parte sembrerebbe esistere una rigidità burocratica tale da scoraggiare qualsiasi gestore. Dall'altra, però, la spiaggia resta in uno stato che definire trascurato è un esercizio di generosità.

 

Ancora più curioso è il contesto. Viviamo in un territorio dove non è raro vedere situazioni che sembrano sfuggire da anni a qualsiasi forma di controllo: imbarcazioni abbandonate, ormeggi permanenti di dubbia natura, occupazioni di fatto che tutti conoscono e tutti vedono. Eppure il vero problema, a quanto pare, sarebbe garantire due assistenti bagnanti in una zona dove, francamente, nessun essere umano dotato di normale istinto di conservazione sceglierebbe di fare il bagno.

 

A questo punto viene il dubbio che la Dog Beach di Mola non sia una spiaggia, ma un'opera concettuale. Una metafora perfetta della burocrazia italiana: ufficialmente esiste, viene pubblicizzata, compare nelle guide, viene indicata ai turisti, ma quando ci arrivi scopri che la realtà è un'altra.

 

E allora una proposta, semplice e a costo zero.

 

Se non si riesce a renderla sicura, pulita e realmente fruibile, abbiate almeno il pudore di smettere di pubblicizzarla. Perché un conto è una spiaggia per cani. Un altro è un'area abbandonata spacciata per servizio.

 

I turisti forse torneranno a casa delusi. I cani, invece, rischiano di tornare a casa feriti.

 

Resta una domanda molto concreta: a chi deve rivolgersi il proprietario dell'animale ferito? A chi deve presentare il conto del veterinario? A chi deve chiedere conto di un luogo che viene promosso come servizio pubblico ma dove, nei fatti, sicurezza, manutenzione e controlli sembrano essere affidati esclusivamente alla buona sorte?

 

Forse, prima di continuare a inserire la Dog Beach di Mola nelle brochure e nei siti turistici, qualcuno dovrebbe provare a rispondere a queste domande.

 

Dott.ssa Claudia Lorenzini

 

dog beach 2

Vota questo articolo
(11 Voti)
Ultima modifica il Venerdì, 05 Giugno 2026 10:40