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I problemi generati da un turismo nautico poco rispettoso dell'ambiente

Scritto da  Raniero Sandrelli Venerdì, 12 Giugno 2026 11:14

Riceviamo e pubblichiamo:

 

Scrivo, da amante dell'Elba, per raccontare e commentare un episodio a mio parere significativo avvenuto il giorno 9 giugno 2026.

 

La sera del giorno 8 sono arrivato con la mia imbarcazione in una rada del golfo di Porto Azzurro alle 20.30.
L'acqua non era propriamente bella da vedere: residui di un turismo poco attento, che galleggiavano stancamente, non ci hanno invitato a fare un bagno però potevamo comunque vedere se ci fosse presenza di posidonia e permetterci di dare fondo su sabbia per non fare danni… piccole ed utili attenzioni.
In rada con noi un'altra barca a vela e tre grandi yacht a motore, di quelli che normalmente effettuano charter di lusso.

 

Al mattino, verso le otto, due di questi salpano le loro ancore e svuotano i loro serbatoi di acque nere sul posto. Il terzo, dopo pochi minuti, salpa l'ancora si sposta per circa seicento metri e svuota i suoi serbatoi acque nere.
Posso affermare il tutto con certezza perché noi ci siamo mossi in contemporanea con il terzo e abbiamo avuto il "piacere" di navigare nei suoi rifiuti.
Questo è quanto accaduto.

 

Sottolineo che normalmente nei serbatoi delle acque nere vengono aggiunti prodotti idonei a distruggere i batteri che spesso non sono propriamente innocui per l'ambiente.

 

Leggo, in giornali toscani, che finalmente l'Elba è diventata la meta di un turismo ricco che può aprire nuovi orizzonti per l'economia dell'isola.
Io frequento l'Elba da circa cinquant'anni con la mia barca ed ho, purtroppo, visto il continuo degrado della qualità delle acque, malgrado le eventuali bandierine blu o azzurre che con stanchezza e sempre minore attendibilità cercano di mettere lustrini.

 

Ciò che avviene è frutto di scelte politiche ed io non voglio, con questa mia, iniziare una sterile polemica su queste scelte.

 

Pongo solo una domanda: se l'Elba si attrezzasse per ospitare centri di studio su ambiente marino e terrestre funzionanti dodici mesi all'anno e se detti centri studio ospitassero a rotazione ricercatori e studenti. Se, in definitiva, si cercasse di attrarre presenze ed un turismo che oltre ad essere continuo e compatibile riuscirebbe anche ad essere protettivo, non credete che i benefici economici sarebbero più validi e tangibili per l'isola ed i suoi abitanti?
Io penso di sì anche perché le grandi società di charter daranno qualche euro alla portualità, ai distributori di carburante, a qualche ristorante e forse a qualche negozio di moda ma porteranno il denaro ricavato altrove.

 

Per me, in fondo, sono i nuovi alchimisti quelli capaci di prendere oro e lasciare escrementi.

 

Raniero Sandrelli

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Ultima modifica il Venerdì, 12 Giugno 2026 11:19