Riceviamo e pubblichiamo:
Sono un cittadino residente da molti anni a Portoferraio. La mia famiglia è composta da me, mia moglie e nostro figlio di tre anni.
Sia io che mia moglie lavoriamo e nostro figlio ha frequentato regolarmente la scuola dell'infanzia di San Giovanni. Abbiamo presentato nei tempi previsti la domanda di iscrizione ai campi estivi, ma qualche giorno fa ci è stato comunicato che non siamo rientrati tra gli ammessi e che avremmo dovuto rivolgerci a strutture private o associazioni di volontariato. Purtroppo, però, anche queste realtà hanno già esaurito i posti disponibili.
Mi chiedo: in una comunità civile, dove entrambi i genitori lavorano e il bambino frequenta regolarmente la scuola, è possibile che i servizi estivi, pubblici o privati che siano, non riescano a soddisfare le esigenze delle famiglie residenti?
Cosa dovrebbero fare questi genitori? Assentarsi dal lavoro per accudire i propri figli? Rinunciare a giornate lavorative e stipendi perché non esiste un'alternativa concreta?
Credo che questa sia una situazione tutt'altro che normale e rappresenti un problema serio e gravoso per molte famiglie. Mi auguro che l'amministrazione comunale prenda coscienza di questa criticità e intervenga per trovare soluzioni adeguate.
Come dovremmo organizzarci adesso? È questa l'idea di comunità che vogliamo offrire alle famiglie che vivono e lavorano sul territorio?
Sono tante le domande che attendono una risposta. Le pongo non solo a titolo personale, ma anche a nome delle numerose famiglie che oggi si trovano nella nostra stessa situazione.
Pierluigi Creazzo