RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Devo dare atto al sindaco Nocentini che una volta tanto è stato coerente con sé stesso. Non è capitato spesso in questi primi due anni in cui la coerenza, rispetto agli impegni assunti in campagna elettorale, non è stata certo la sua migliore virtù, ma in questo caso niente da obiettare: l’ha pubblicamente annunciata e l’ha fatta.
La querela, intendo dire, presentata nei giorni scorsi contro di me per aver espresso nei suoi confronti un giudizio politico tutt’altro che gentile, lo riconosco - ma non per questo tale da essere assunto come reato -, sul comportamento irriverente e provocatorio assunto più volte in consiglio comunale nei confronti della consigliera Marcella Merlini di Bene Comune.
E che non lo sia, un reato, non sono io a dirlo, ma una sentenza della Cassazione che, dinanzi ad un caso identico avvenuto a Milano il 5 maggio 2023, ritenne che l’espressione usata dal querelato fosse “legittimo esercizio di critica politica e sociale”.
Per questo penso di non avere molto da temere da un atto chiaramente intimidatorio ma che, per quanto mi riguarda, mi lascia del tutto sereno e che non sposterà di un millimetro la mia autonomia di giudizio nei confronti di questa fallimentare amministrazione e del suo sindaco. Ovviamente sarà poi il giudice, se si dovesse arrivare a sentenza, decidere, come è ovvio, nel merito. E sarà lì che forse ci incontreremo, mi auguro con già in Biscotteria altra persona a fregiarsi della fascia tricolore.
Ritengo doveroso, comunque, aggiungere che per epiteti ben più gravi e diffamatori, di cui sono stato oggetto da parte dall’attuale presidente del Consiglio, avrei avuto l’opportunità e ben altra motivata ragione di adire a vie legali, ma non l’ho fatto.
Intanto perché le parole hanno un peso che, a seconda di chi le pronuncia, lasciano il tempo che trovano, ma soprattutto perché nel corso della mia ultra decennale esperienza di amministratore pubblico, non mi è mai passata per la testa l’eventualità di rispondere alle critiche dei mie oppositori, comunque fossero, con mezzi diversi da quelli della polemica politica e fattuale. E ciò non solo per un problema di stile e di dignità personale, ma anche perché ho sempre ritenuto che quando il potere scende sul piano dell’intimidazione, se non addirittura su quello della minaccia, come pare adombrare il sindaco anche in questa occasione, dimostra una sua intrinseca debolezza; debolezza che si accompagna ad una sostanziale incapacità di governo della cosa pubblica.
Tanto dovevo per doverosa informazione nei confronti dell’opinione pubblica ed in particolare delle persone che mi conoscono e che da oltre ottant’anni, quasi novanta, sanno chi sono, da dove vengo e cosa ho fatto affinché quest’isola fosse un po’ meno bistrattata di come è adesso.
Danilo Alessi
Come è nostro consolidato uso nel caso di una lite tra due soggetti, specialmente in una vicenda come quella trattata, passibile- se non interverrà una composizione, che comunque auspichiamo - di finire in un'aula giudiziaria, riteniamo corretto non esprimere alcuna considerazione nel merito dell'accaduto.
Ovviamente l'altra parte in causa potrà fruire (se lo riterrà opportuno) delle pagine del nostro giornale per una eventuale replica.
Elbareport