In modo pacifico ma determinato, gli studenti elbani delle scuole superiori di Portoferraio (e anche molti docenti di tutte le scuole) hanno aderito allo sciopero generale nazionale indetto da diversi Sindacati (USB, CIB UNICOBAS, SIAL COBAS, CLAP, COBAS, ADL COBAS), interpretando così al meglio gli Articoli 17 e 21 della Costituzione.
Sintetici ed essenziali gli striscioni, gli slogan e i brevi interventi al microfono che hanno colorato il breve tragitto da Piazza della Repubblica al Porto, parole capaci di tenere insieme ciò che è legato: l'inadeguatezza delle strutture scolastiche e le scelte di riarmo i cui costi folli impoveriscono oggi il diritto allo studio e domani lo stesso futuro di ragazze e ragazzi ("uniti contro rincari e riarmo"/ "la scuola vive di cura e non di tagli") individuando nell'attuale governo il responsabile di scelte antigiovanili ("meglio figli unici che fratelli d'Italia"/ "gli unici stranieri sono i fasci nei quartieri").
Idee chiare, insomma, espresse pacificamente, con un controllo discreto delle Forze dell'Ordine, con le quali i rappresentanti studenteschi avevano peraltro, in precedenza, concordato il percorso della manifestazione.
Una buona prova generale dello sciopero studentesco e giovanile europeo del 20 novembre, contro il riarmo, la militarizzazione e il ripristino della coscrizione militare obbligatoria o in qualche modo indotta da ingenti finanziamenti statali. Una data che vedrà mobilitarsi oltre 18 milioni di giovani (2,6 quelli italiani) dietro la parola d'Ordine "PER IL NOSTRO FUTURO, NON PER LE LORO GUERRE", la questione decisiva che si sta appunto giocando sulla pelle dei ragazzi e delle ragazze d'Europa.
CR
















Si ringraziano per le foto Alessandro Beneforti, Umberto Mazzantini e Carlo Rizzoli