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L’invasione dei cactus a Capraia

Scritto da  Umberto Mazzantini Venerdì, 02 Gennaio 2026 11:16

Uno studio del progetto Life Tetide spiega come difendere gli habitat insulari dall’Opuntia stricta.

Le specie aliene invasive rappresentano una grave minaccia per la biodiversità, con un impatto ancora più forte d sulla biodiversità autoctona delle isole, e richiedono interventi di gestione. Lo studio “Opuntia stricta containment on Capraia Island (Tuscan Archipelago, Italy)”, pubblicato su Vegetation Ecology and Diversity da Alice Misuri, Michele Mugnai, Lorella Dell’Olmo, Bruno Foggi, Renato Benesperi, Daniele Viciani, Lorenzo LazzaroIn dell’università di Firenze e Michele Giunti di NEMO, presenta i risultati dei primi due anni di monitoraggio degli habitat Natura 2000 dell'Isola di Capraia per quanto riguarda le misure di controllo del cactus invasivo Opuntia stricta.

 

Si tratta di uno studio realizzato nell'ambito del progetto LIFE TETIDE (Turning Eradication Targets into Durable Effects) coordinato dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e che vede la partecipazione di Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), Università di Firenze, Palermo, NEMO, Regione Lazio, Aree marine protette di Capo Carbonara-Villasimius, Tavolara Punta Coda Cavallo, Isole di Ventotene e Santo Stefano, Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, BirdLife Malta, Udruga BIOM, Javna Ustanova Za Upravljanje ZasticeNim Dijelovima Prirode na Podrucju Splitsko-Dalmatinske Zupanije More I Krs.

 

I ricercatori hanno campionato casualmente 25 macroplot permanenti di 100 m2 nelle aree maggiormente colpite da Opuntia stricta, registrando la macrocategoria di vegetazione e i valori di copertura di Opuntia stricta e degli habitat Natura 2000 e spiegano che «All'interno di ogni macroplot, abbiamo rilevato due sottoplot di 4 m2 per analisi composizionali. Abbiamo utilizzato modelli lineari a effetti misti per valutare gli effetti temporali e vegetazionali su Opuntia stricta e sulla copertura dell'habitat; ordinazione multivariata e PERMANOVA per valutare la composizione della comunità, con variabili ambientali legate all'ordinazione; e test di Wilcoxon per convalidare l'accuratezza della classificazione dell'habitat utilizzando specie della combinazione fisiognomica di riferimento secondo il Manuale Italiano di Interpretazione degli Habitat».

 

I risultati di questo studio del LIFE tetide finanziato dall’Unione europea e cofinanziato da Parco Nazionale del Gargano, Bitzer Familienstiftung, Environment and Resources Authority (ERA), Environmental Protection and Energy Efficiency Fund, Ured za Udruge, indicano «Un'eterogeneità spaziale nella distribuzione di Opuntia stricta, con un leggero aumento negli habitat costieri. Abbiamo registrato una preferenza ecologica per la vegetazione costiera e la macchia bassa, in particolare negli habitat 1240 "Scogliere marine vegetate delle coste mediterranee con Limonium spp.", 5320 "Formazioni basse di Euphorbia in prossimità delle scogliere" e 5330 "Macchia termo-mediterranea e predesertica"».

 

Il team di ricerca ha registrato «Una sostanziale rappresentanza delle specie di riferimento in tutti gli habitat, ad eccezione di 8220 "Pendii rocciosi silicei con vegetazione casmofitica", che necessita di ulteriori approfondimenti. I dati raccolti forniscono un'utile istantanea pre-intervento degli habitat di Capraia, fondamentale per la valutazione completa degli impatti delle azioni del progetto».

 

Lo studio conclude: «Il monitoraggio pre-intervento (2024-2025) della rimozione di Opuntia stricta condotto nell'ambito del progetto LIFE TETIDE ha generato un solido baseline dataset, essenziale per orientare e valutare le future azioni di gestione. Questo dataset costituisce una base fondamentale per monitorare la risposta della specie alle misure di controllo e per sviluppare strategie di gestione adattativa nel tempo. Resta una questione critica che riguarda l'identificazione della combinazione fisionomica di riferimento per l'habitat 8220, che merita ulteriori indagini. La nostra analisi dei modelli di copertura di O. stricta in diverse macrocategorie di vegetazione rivela diversi livelli di suscettibilità dell'habitat all'invasione e un notevole grado di eterogeneità spaziale nella sua distribuzione. La vegetazione costiera, la macchia bassa e gli habitat associati (rispettivamente 1240, 5320 e 5330) mostrano livelli maggiori di invasione di Opuntia , sottolineando la necessità di dare priorità alla gestione e agli sforzi di monitoraggio post-intervento in queste aree».

 

Umberto Mazzantini
da greenreport.it

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Ultima modifica il Venerdì, 02 Gennaio 2026 11:23