Ieri, al NatLab di Portoferraio presso il Forte Inglese, abbiamo avuto il piacere di ospitare una classe quarta della sezione Agraria dell’Istituto Tecnico “G. Cerboni” di Portoferraio. Gli studenti hanno seguito con attenzione e vivo interesse per l’intera durata delle due ore una lezione dedicata al affascinante mondo degli insetti, ma anche a temi più estesi e cruciali come la biodiversità e l’evoluzione.
L’entusiasmo dimostrato dai ragazzi non è solo un segnale positivo per il loro percorso formativo, ma rappresenta un messaggio forte e chiaro: sull’Isola d’Elba c’è ancora una generazione di giovani pronta a interessarsi all’agricoltura, all’allevamento ed alla gestione sostenibile del territorio.
L’economia elbana si è trasformata negli ultimi decenni: da un passato minerario e agricolo si è passati a un modello fortemente orientato al turismo, che oggi rappresenta la principale voce di reddito. Questo cambiamento ha portato indubbi benefici, ma ha anche causato un progressivo abbandono delle aree interne, la riduzione delle superfici coltivate e una minore cura del paesaggio rurale. Il turismo si mangia spesso le risorse locali e rischia di rendere l’isola vulnerabile a fenomeni di stagionalità e dipendenza esterna.
In questo contesto, mantenere e rafforzare un percorso di studio di “Agraria, Agroalimentare e Agroindustria” presso l’Istituto Cerboni non è una semplice opzione scolastica, ma una scelta strategica per il futuro dell’Elba.
Formare giovani competenti significa investire nella multifunzionalità agricola: produrre cibo di qualità (olio, vino, ortaggi di nicchia), gestire il bosco, preservare la biodiversità, contrastare l’abbandono dei terreni (che aumenta il rischio idrogeologico e la perdita di paesaggio), sviluppare agriturismi autentici e promuovere un turismo sostenibile che valorizzi le radici contadine dell’isola.
I ragazzi che oggi si appassionano agli insetti impollinatori, ai cicli naturali e alle dinamiche evolutive sono gli stessi che domani potranno contribuire a un’agricoltura elbana moderna, ecologica e redditizia: capace di integrarsi con il turismo senza esserne schiacciata, di tutelare il fragile ecosistema mediterraneo del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e di offrire opportunità lavorative stabili anche fuori dalla stagione estiva.
L’esperienza al NatLab dimostra che l’interesse c’è, la curiosità c’è, la voglia di imparare c’è.
Ora tocca alla comunità, alle istituzioni e alle famiglie fare la propria parte: valorizzare questo indirizzo di studi, sostenerlo con risorse e progetti concreti, e trasmettere ai giovani il messaggio che l’agricoltura e l’allevamento sull’Elba non sono un mestiere del passato, ma una professione del futuro.
Una professione necessaria per tenere viva l’isola, per custodirne l’identità e per garantire che il turismo resti un’opportunità e non l’unico destino.
Ai ragazzi della 4ª Agraria va un plauso sincero: continuate così. L’Elba ha bisogno di voi.
Leonardo Forbicioni
Vicepresidente World Biodiversity Association
Curatore Responsabile del NatLab
