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Contare l’incontabile: a Giannutri validato un metodo non invasivo per stimare la densità delle api

Scritto da  Redazione Greenreport Giovedì, 22 Gennaio 2026 11:03

Ricercatori delle università di Firenze e Pisa dimostrano che è possibile ottenere stime di abbondanza assoluta per gli impollinatori senza ricorrere a catture di massa.

Gli insetti impollinatori sono in declino a livello globale. È un dato ormai consolidato, ma per comprendere le dimensioni di una così imponente crisi ambientale servono numeri affidabili. I metodi di monitoraggio classici sono ottimi per indicare se una popolazione sta crescendo o diminuendo nel tempo, ma spesso faticano a rispondere alla domanda fondamentale: "Quanti individui ci sono davvero in un determinato territorio?”

 

Capire la reale densità di una popolazione – ovvero il numero preciso di individui per unità di superficie – è cruciale per valutare la capacità di un habitat di supportare le specie e l’efficacia delle misure di tutela. Qui sorge l'ostacolo che ha limitato per decenni l’ecologia degli insetti: come ottenere stime assolute di animali piccoli, numerosi e rapidi come le api senza ricorrere a metodi invasivi? Per ottenere questi numeri, infatti, fino a oggi era spesso necessario catturare, marcare o persino sacrificare un gran numero di esemplari. Una pratica difficile da conciliare con la conservazione, soprattutto in aree protette o per specie a rischio.

 

Una risposta arriva ora dall'Isola di Giannutri dove un team delle Università di Firenze e Pisa ha validato l’applicazione del Distance Sampling agli insetti impollinatori, in uno studio appena pubblicato su Insect Conservation and Diversity [1], dimostrando che si possono ottenere stime di abbondanza assoluta senza catture invasive.

 

I ricercatori hanno applicato il protocollo basato su transetti lineari, contando gli individui avvistati e stimando la loro distanza perpendicolare dalla linea di camminamento. Questo metodo, già in uso per i grandi vertebrati, permette di modellare la probabilità di avvistamento e calcolare la densità di individui presenti in una certa area. È uno strumento promettente e non invasivo per stimarne l’abbondanza che finora era stato applicato quasi esclusivamente a specie grandi e ben visibili. La sfida è stata dimostrare che potesse funzionare anche per insetti piccoli e molto mobili.

 

Lo studio è stato condotto nell’ambito del progetto GOAL (Giannutri as an Open Air Laboratory). Sull'isola i ricercatori hanno monitorato due impollinatori selvatici in declino — l’ape solitaria Anthophora dispar e il bombo Bombus terrestris — insieme alle api da miele (Apis mellifera). Il punto di forza del lavoro è stata la possibilità di validare il metodo direttamente sul campo: le api da miele presenti sull’isola, di cui era nota la reale consistenza numerica, sono state usate come modello per saggiare l’affidabilità del Distance Sampling. Dopo aver verificato che i calcoli rispecchiassero l’effettiva abbondanza per la specie allevata, il metodo è stato applicato alle specie selvatiche, ottenendo stime affidabili delle popolazioni senza recar loro alcun disturbo.

 

Questo studio aggiunge un nuovo importante tassello al filone della competizione tra specie gestite e selvatiche a Giannutri, fornendo una quantificazione affidabile delle popolazioni presenti. I dati raccolti mostrano che nei giorni primaverili vi sono circa 100.000 individui api da miele che bottinano sui fiori. Le api selvatiche mostrano un numero simile di individui in volo sull'isola. I risultati evidenziano dunque che le api da miele raddoppiano il carico di insetti impollinatori che utilizzano le risorse dell’isola.

 

Inoltre, va considerato che il numero di api da miele osservate è solo la punta dell'iceberg in quanto la maggior parte degli individui rimangono al lavoro all’interno delle arnie (quasi mezzo milione di individui totali). Questi dati sostengono l’ipotesi che sull'isola vi sia una forte competizione per le risorse trofiche, un fattore critico specialmente in aree fragili e insulari come Giannutri [2].

 

Avere a disposizione strumenti di conta precisi diventa quindi indispensabile non solo per la ricerca, ma per la gestione del territorio. Sebbene si parli da diversi anni del declino degli insetti, mancavano metodi validati capaci di stimare l’abbondanza assoluta senza prevedere catture massive.
Hanno partecipato allo studio per l’Ateneo pisano oltre ai tre autori Marco Penco per l’Università di Pisa; Olga Barghigiani, Adele Bordoni, Lorenzo Pasquali, Vania Salvati per l’Università di Firenze.

 

a cura di Claudia Bruschini, Alessandro Cini, Leonardo Dapporto

 

[1] Bruschini, C., Penco, M., Barghigiani, O., Bordoni, A., Pasquali, L., Salvati, V., Dapporto, L. and Cini (2026). Estimating wild bee population size with validated distance sampling. Insect Conservation and Diversity. https://doi.org/10.1111/icad.12792

[2] Pasquali, L., Bruschini, C., Benetello, F., Bonifacino, M., Giannini, F., Monterastelli, E., ... Cini A. & Dapporto, L. (2025). Island-wide removal of honeybees reveals exploitative trophic competition with strongly declining wild bee populations. Current Biology, 35(7), 1576-1590. https://doi.org/10.1016/j.cub.2025.02.048

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Ultima modifica il Giovedì, 22 Gennaio 2026 11:32