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Che fine hanno fatto i dati dei Programmi nazionali di monitoraggio marino svolti dal 1989 al 2009?

Scritto da  Redazione Greenreport Venerdì, 01 Maggio 2026 00:23

La quantità e la qualità dei dati raccolti nella banca dati Si.Di.Mar. è inestimabile, ma adesso non risultano più consultabili sul sito del ministero dell’Ambiente né su altri portali nonostante i dettami della direttiva europea Inspire.

Il Ministero dell’Ambiente – oggi Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica – ha condotto tra il 1989 e il 2009 un attento controllo sugli ambienti marini costieri italiani attraverso Programmi di monitoraggio realizzati ai sensi della Legge n. 979 del 31 dicembre 1982 “Disposizioni per la difesa del mare”.

 

I primi Programmi di Monitoraggio interessarono soltanto alcune regioni ma a partire dal 1996 le indagini furono svolte lungo le coste di tutte le 15 regioni costiere italiane.

 

Le indagini erano svolte da laboratori pubblici che il Ministero coordinava e finanziava; tutti i risultati di quelle attività erano conservati nella banca dati Si.Di.Mar. (Sistema Difesa Mare) e a partire dal 2001 furono resi disponibili sul sito del Ministero.

 

Nel Si.Di.Mar. era archiviata una ingente mole di dati, sia quelli fisici e chimici derivanti dalle analisi sulle acque e sui sedimenti marini sia quelle sulle popolazioni animali e vegetali, svolte da laboratori pubblici con protocolli operativi e metodologie analitiche uniformi a livello nazionale. In più, per garantire la massima confrontabilità dei dati, il Ministero organizzò in collaborazione con ISPRA decine di corsi di formazione per gli operatori e richiese a tutti i laboratori di partecipare al Programma Europeo di intercalibrazione “QUASIMEME” (Quality Assurance Laboratory Performance Studies for Environmental Measurements in Marine Samples) promosso dal FRS Marine Laboratory di Aberdeen.

 

L’obiettivo prioritario delle indagini messe in campo era quello di valutare parallelamente, e nei differenti comparti ambientali, lo stato di qualità del mare sia in aree particolarmente sottoposte ad impatti antropici sia in altre caratterizzate da alti gradi di naturalità.

 

La quantità e la qualità dei dati raccolti nel Si.Di.Mar. e resi disponibili è inestimabile:

- Durante il Programma di Monitoraggio che ha coperto triennio 1996-1999 furono controllati annualmente 1.700 punti di campionamento per un totale di oltre 33.000 analisi effettuate

- nel Programma di Monitoraggio che ha coperto il periodo 2001-2007 sono state controllate 81 aree marine dislocate lungo tutte le coste italiane, 63 di queste erano aree critiche mentre 18 erano aree di controllo.

 

In quelle aree furono eseguiti 47.866 campionamenti ed effettuate 478.674 analisi su acqua, sedimenti, plancton, benthos, mitili ripartite come segue ed in aggiunta indagini sulle praterie di Posidonia oceanica.

 

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Per questo motivo la banca dati Si.Di.Mar. è uno strumento preziosissimo e unico nel nostro Paese, che consente di confrontare in maniera pertinente e inequivocabile i cambiamenti intervenuti negli ultimi decenni nei mari italiani, soprattutto alla luce di tutte le opere realizzate in questi ambienti negli ultimi decenni (cavi, condotte, piattaforme ecc.).

 

Purtroppo da quasi due anni la banca dati Si.Di.Mar. e tutti i dati derivanti dalle indagini sugli ecosistemi marini in essa contenuti non sono più consultabili sul sito del Ministero né su altri portali.

 

Ci si chiede quindi come sia possibile che, nonostante il dettato della direttiva INSPIRE che impone la pubblicità dei dati ambientali, non siano più disponibili informazioni derivanti da indagini certificate finanziate da un’Amministrazione Centrale come il Ministero dell’Ambiente.

 

Redazione Greenreport

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Ultima modifica il Venerdì, 01 Maggio 2026 10:45