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Portoferraio: in ottant’anni non siamo riusciti a fare un viale alberato

Scritto da  Massimiliano Pardi Giovedì, 28 Maggio 2026 10:46

Stamattina ho portato la macchina dal gommista, alle Antiche Saline. Erano circa le 8:30, quindi non certo l’ora più calda della giornata. Ho lasciato l’auto e mi sono incamminato verso Via Carducci.
Eppure, nonostante fossimo ancora al mattino e il sole di maggio fosse appena “poco cocente”, dopo pochi minuti ho iniziato a sudare.
Non per la distanza.
Non per la fatica.
Ma perché lungo tutto quel percorso non c’è un riparo d’ombra. Non c’è una chioma che protegga. Non c’è un albero capace di accompagnare il cammino di una persona.
E siamo solo a maggio.

 

Mi sono chiesto: a luglio e agosto, come si fa a percorrere quelle strade? Come può un anziano, un bambino, un turista, un lavoratore, semplicemente camminare in quei tratti completamente esposti al sole?
Forse è anche per questo che l’automobile, nel tempo, è diventata non solo un mezzo di trasporto, ma una sorta di rifugio climatico privato. Non la usiamo solo per spostarci. La usiamo per non soffrire il caldo, per accendere l’aria condizionata, per arrivare il più vicino possibile al negozio, all’ufficio, alla farmacia, al bar.
Siamo diventati una società dipendente dall’energia anche perché abbiamo dimenticato soluzioni semplici, antiche e intelligenti: gli alberi, l’ombra, il verde, la natura dentro la città.

 

In ottant’anni dal dopoguerra abbiamo costruito strade, parcheggi, marciapiedi, edifici, rotatorie, impianti, insegne, asfalto e cemento. Ma non siamo riusciti a costruire un vero viale alberato.
Eppure un viale alberato non è un lusso decorativo.
È infrastruttura urbana.
È salute pubblica.
È comfort climatico.
È bellezza.
È economia, perché una città più vivibile invita le persone a camminare, fermarsi, comprare, incontrarsi.
Far entrare la natura nelle nostre città e nelle nostre periferie non è romanticismo ambientalista. È buon senso. È progettazione. È futuro.

 

La domanda allora è semplice: vogliamo continuare a raffrescare le persone consumando energia dentro le auto, oppure vogliamo finalmente progettare strade capaci di proteggere chi le percorre?
Perché forse, prima ancora di parlare di grandi trasformazioni, dovremmo avere il coraggio di partire da una cosa semplice: piantare alberi.
E prendercene cura.

 

Massimiliano Pardi

Render generati con Intelligenza Artificiale (AI)

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Ultima modifica il Giovedì, 28 Maggio 2026 11:04