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Ambiente ed energia al centro della prima strategia per le isole della Commissione europea

Scritto da  Umberto Mazzantini Domenica, 21 Giugno 2026 00:58

Il pilastro della sicurezza energetica, protezione dell'ambiente e resilienza ai cambiamenti climatici.

Il 10 giugno la Commissione europea ha adottato due strategie specifiche, una per le isole dell'Unione europea e una per le comunità costiere dell'Ue, definendo per la prima volta un approccio europeo coordinato per sostenere questi territori e sbloccarne il potenziale a lungo termine e introducendo un approccio mirato, dedicato alle esigenze specifiche e alle sfide uniche che riguardano i 17 milioni di persone che vivono nelle oltre 4 000 isole in 16 Stati membri dell'Ue, tre dei quali sono insulari: Malta, Cipro e Irlanda.

 

La Commissione propone «Un approccio coerente e olistico che affronti in modo integrato l'economia, la connettività, l'energia, l'ambiente, la demografia e la sicurezza, con l'obiettivo di trasformare le sfide cui devono far fronte questi territori in opportunità e punti di forza duraturi. Ciò include garantire che le loro esigenze specifiche siano pienamente rispecchiate nelle proposte future e allineate alle più ampie priorità dell'Ue».

 

La Commissione Ue evidenzia che «La maggior parte delle isole dell'UE condivide sfide comuni che incidono sulla loro sostenibilità economica e sulla qualità della vita, quali l'isolamento geografico, la connettività limitata, gli elevati costi di trasporto e i tempi di viaggio, i mercati piccoli e frammentati, l'eccessiva dipendenza dal turismo, l'eccessiva dipendenza dai combustibili fossili, la vulnerabilità climatica, il declino demografico, la scarsità d'acqua, la riduzione dell'accesso ai servizi essenziali e altri costi aggiuntivi dell'insularità».

 

La strategia per le isole europee è strutturata attorno a quattro pilastri chiave:

 

Sviluppo economico, connettività, competitività e innovazione: promuovere l'imprenditorialità, le economie locali diversificate, il turismo sostenibile e la digitalizzazione, affrontando nel contempo i gap di connettività che limitano l'attività economica e la vita delle isole.

 

Sicurezza energetica, protezione dell'ambiente e resilienza ai cambiamenti climatici: accelerare la decarbonizzazione, le energie rinnovabili, l'adattamento ai cambiamenti climatici e la protezione della biodiversità.

 

Comunità e demografia: rafforzare i servizi pubblici, l'assistenza sanitaria, l'alloggio, l'istruzione e l'inclusione sociale per invertire lo spopolamento e trattenere i giovani.

 

Sicurezza e preparazione alle crisi: rafforzare la resilienza alle catastrofi naturali legate alla crisi climatica, ai rischi marittimi e ad altre minacce emergenti.

 

 

Per quanto riguarda la sicurezza energetica, la protezione ambientale e la resilienza ai cambiamenti climatici, la strategia per le isole presentata dalla Commissione Ue prevede:

Sicurezza energetica

Una sfida di particolare rilevanza per le isole è garantire la sicurezza energetica, l'autosufficienza e la decarbonizzazione. Allo stesso tempo, le isole possono contribuire alle soluzioni e alla sicurezza energetica. La politica di coesione sostiene gli investimenti in efficienza energetica, fonti di energia rinnovabile e sistemi energetici intelligenti. Le isole con interconnessioni limitate con la terraferma ricevono anche un sostegno mirato, mentre la revisione intermedia della politica di coesione ha consentito agli Stati membri di aumentare ulteriormente gli investimenti in interconnessioni e relative infrastrutture di trasmissione, distribuzione, stoccaggio e supporto, nonché nella protezione delle infrastrutture energetiche critiche e nella realizzazione di infrastrutture di ricarica. Le comunità energetiche sono azioni energetiche collettive e guidate dai cittadini e contribuiscono all'indipendenza e alla sicurezza energetica. Anche i trasporti puliti e sostenibili contribuiscono a ridurre le emissioni di gas serra e a raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. La transizione energetica e l'indipendenza energetica di molte isole sono ulteriormente sostenute dall'iniziativa Energia pulita per le isole dell'UE, che fornisce assistenza tecnica basata sulla domanda e facilita la cooperazione tra la Commissione, gli Stati membri e le isole per promuovere la decarbonizzazione dei sistemi energetici insulari.

 

Protezione ambientale e resilienza climatica

La biodiversità unica e diversificata delle isole dell'UE è sempre più minacciata da pressioni quali i cambiamenti climatici, l'inquinamento, la pesca, l'agricoltura e il turismo non sostenibili. Inoltre, le comunità insulari si trovano ad affrontare gravi problemi nella gestione dell'acqua e dei rifiuti. La politica di coesione investe nella gestione sostenibile dell'acqua e dei rifiuti, comprese le infrastrutture di base, la protezione e il ripristino della natura e della biodiversità, e nell'economia circolare. Gli Stati membri hanno rafforzato le misure di resilienza idrica durante la revisione intermedia della politica di coesione.
Come descritto nella Strategia europea per la resilienza idrica, la scarsità d'acqua rappresenta una sfida particolare per alcune isole. La disponibilità di acqua dolce sufficiente per il consumo umano e per le attività economiche è una sfida crescente. Questo rende necessario innovare e investire nella desalinizzazione sostenibile e, in generale, nella costruzione di un'economia idrica intelligente, adatta alla scala e all'ecosistema delle isole. Le pratiche agricole sostenibili e la gestione efficiente delle risorse naturali sono sostenute dalla PAC, ad esempio attraverso eco-schemi e pagamenti agroambientali per il clima. Inoltre, le isole beneficiano di politiche e iniziative pertinenti all'oceano e a sostegno della sostenibilità a lungo termine della pesca e dell'acquacoltura.
La strategia dell'UE per comunità costiere resilienti, prospere e vivibili affronta questi aspetti in dettaglio. Per rafforzare la resilienza climatica delle isole dell'UE, è necessario adottare misure di adattamento. Queste possono essere supportate dalla politica di coesione, come le opere di protezione costiera per ridurre l'erosione e le inondazioni costiere, o da misure per mitigare l'impatto della siccità. Per garantire una transizione socialmente equa verso la neutralità climatica, gli Stati membri possono utilizzare il Fondo sociale per il clima per sostenere misure e investimenti volti a ridurre le emissioni nei settori dei trasporti stradali e dell'edilizia, riducendo i costi per le famiglie vulnerabili, le microimprese e gli utenti dei trasporti. La prossima strategia per la ricerca e l'innovazione in materia di oceani e acque si concentrerà su un approccio "dalla sorgente al mare" per combattere l'inquinamento, la perdita di biodiversità e le perturbazioni idrologiche. L'iniziativa OceanEye potenzierà il monitoraggio degli oceani e la raccolta dei dati, elementi vitali per le isole data la loro vulnerabilità ai cambiamenti climatici e oceanici.

 

Prospettive future

Per sostenere ulteriormente l'accesso delle isole all'energia pulita, alla transizione verde, alla protezione ambientale e alla resilienza climatica, la Commissione si impegnerà a:

- Estendere il programma "Clean energy for EU islands" per il periodo 2027-2030 attraverso finanziamenti nell'ambito dell'attuale quadro finanziario pluriennale. I progetti maturi che hanno ricevuto assistenza tecnica nell'ambito di questa iniziativa possono essere ammissibili, in base alla politica di coesione, a sostegno della transizione energetica delle isole.

- Facilitare un dialogo regolare tra le autorità degli Stati membri responsabili della transizione energetica nelle isole e promuovere lo scambio e la replicazione delle migliori pratiche e delle soluzioni collaudate.

- Istituire una piattaforma volontaria per gli operatori di rete delle isole per lo scambio e lo sviluppo di capacità nello sviluppo di reti a prova di futuro per sistemi energetici al 100% rinnovabili. Lavorare con gli Stati membri e le parti interessate per mettere in atto ulteriori misure per la protezione e la sostenibilità degli ecosistemi marini sensibili, al fine di raggiungere un buono stato ambientale delle loro acque marine, concentrandosi sugli hotspot di biodiversità marina, come i siti Natura 2000 e altre aree marine protette.

- Sostenere lo sviluppo di buone prassi e linee guida sulle relazioni tra porti e città e sulla transizione ecologica dei porti, attraverso le missioni UE "Climate-Neutral and Smart Cities" e "Restore our Ocean and Waters", nonché l’European Ocean Pact.

 

La Commissione invita gli Stati membri a:

- Valutare una pianificazione integrata terra-mare per chiudere i cicli delle risorse che collegano rifiuti, acqua, energia, agricoltura, pesca e turismo.

- Affrontare le specificità delle isole e integrare i piani di transizione energetica insulari nelle strategie nazionali. Promuovere l'espansione e la modernizzazione delle reti, progettare quadri concreti per lo stoccaggio dell'energia, laddove assente, e rivalutare i requisiti di connessione per i progetti di energia rinnovabile attuando il quadro giuridico applicabile.

- Accelerare la diffusione delle energie rinnovabili e delle comunità energetiche, integrare i principi dell'economia circolare nei sistemi idrici, dei rifiuti e delle risorse e valutare la possibilità di riformare i sistemi di remunerazione della produzione di energia per le isole (meccanismi di solidarietà o di compensazione dei costi) per incentivare una transizione energetica pulita ed economicamente efficiente e l'abbandono dei combustibili fossili. Sostenere gli investimenti per la realizzazione di soluzioni pulite o efficienti dal punto di vista energetico in situazioni non collegate alla rete.

- Sfruttare il Fondo sociale per il clima, al fine di tenere conto delle specificità geografiche e delle sfide delle isole nei piani sociali per il clima, quando si affronta la vulnerabilità energetica e dei trasporti delle isole, previa consultazione pubblica e coinvolgimento delle parti interessate. Valutare l'opportunità di includere nei piani nazionali di ripristino (la cui presentazione è prevista entro settembre 2026) misure specifiche per proteggere e ripristinare la biodiversità unica delle isole, poiché gli habitat marini possono sostenere la pesca sostenibile e proteggere o ridurre gli impatti di rischi climatici come l'innalzamento del livello del mare e le tempeste costiere, con conseguenti inondazioni ed erosione costiera.

- Dare priorità agli investimenti nelle infrastrutture idriche per migliorare i servizi idrici e le infrastrutture di distribuzione, in particolare nelle aree remote e meno servite delle isole. Aumentare le misure di risparmio idrico, tra cui una maggiore efficienza e la riduzione delle perdite, l'efficienza nello stoccaggio, nel trasporto e nell'uso dell'acqua, ripristinando al contempo la ritenzione idrica naturale e incrementando il riutilizzo dell'acqua. Rafforzare l'approccio "dalla sorgente al mare" collegando le acque costiere e marine con la gestione delle acque dolci e la relativa pianificazione territoriale.

 

Umberto Mazzantini

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Ultima modifica il Domenica, 21 Giugno 2026 10:45