A Legambiente Arcipelago Toscano stanno arrivando diverse segnalazioni, in particolare da Procchio di esemplari di meduse Cassiopea mediterranea (Cotylorhiza tuberculata) che i bagnanti stanno raccogliendo e uccidendo. Uccidere queste meduse è una doppia e insensata stupidaggine: sono praticamente innocue per l’uomo e rappresentano ognuna un piccolo ecosistema marino che da riparo e rifugio a piccoli pesci e altri organismi marini.
Eppure, molti di coloro che le uccidono direbbero “Tanto a cosa servono le meduse?”. La risposta è che fanno parte del plancton, quindi si muovono con le correnti (non inseguono i bagnanti) e sono il cibo di tanti altri animali marini, a cominciare dalle più simpatiche tartarughe e di molti pesci anche d’interesse commerciale- Eppure, le meduse hanno la fama di essere animali pericolosi, anche se non tutti sono tossici o urticanti. Oppure, nel migliore dei casi, fastidiosi. A causa di questa percezione, spesso anche quelli affascinanti e innocue, anche quelle innocue come la Cassiopea mediterranea, subiscono angherie da parte di bagnanti impauriti. D’altra parte, è plausibile che il cambiamento climatico stia favorendo i plancton gelatinosi, particolarmente adatti a catturare altri plancton di piccole dimensioni, favoriti dalla tropicalizzazione del mare e dall’aumento della temperatura media degli oceani causata dall’uomo con le sue emissioni inquinanti. La presenza di meduse è un vero e proprio segnale "pungente" di quanto l'essere umano stia esagerando nell'alterare l'ecosistema terrestre, causando la creazione di un mare di meduse piuttosto che un mare di pesci. Le meduse sono tra gli esseri viventi più antichi comparsi sulla Terra e svolgono un ruolo ecologico vitale: fungono da filtro per l'acqua e sono un importante anello della catena alimentare.
La maggioranza delle specie di meduse presenti nel Mar Mediterraneo sono completamente innocue, anche se è sempre meglio evitare di toccarle.
Sono esseri che vivevano nel mare milioni di anni prima che l’uomo facesse la sua comparsa sulla terra e probabilmente ci saranno ancora quando ci estingueremo, non bisogna quindi, pescarle, giocarci, calpestarle e ucciderle lasciandole sulla spiaggia, anche perché chi lo fa rischia davvero grosso.
A dirlo è direttamente il Codice Penale che all’Articolo 544 ter richiama tutti quei bagnanti “noncuranti” di altre specie animali e li avverte forte e chiaro: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale”.
Se vedete dei "giustizieri" di meduse contattate la locale Guardia costiera al 1530 o le autorità di zona competenti. Si a qualcuno passa per la testa di giocherellare con le meduse, di “torturarle” o di farle sciogliere al sole, si ricordi che gli animali non sono un gioco, ma una “componente” del sistema naturale globale, come lo siamo noi esseri umani.
La conoscenza è la chiave per superare la paura verso le meduse, magnifici animali che fluttuano a pieno diritto nel loro mare. Quando riconoscete una specie di medusa innocua come la Cassiopea mediterranea, provate ad osservarla da vicino, molto spesso tra i suoi tentacoli c’è un piccolo mondo e tutta la bellezza del mare nel quale siete in vacanza.
Quindi: se amate il mare, lasciate in pace le meduse!