Il 20 Agosto 2026 la signora Manuela Graziani e sua figlia hanno visto una lepre di mare dagli anelli (Aplysia dactylomela) e in una email inviata a Legambiente Arcipelago Toscano spiega che era “A pochi metri dalle piccole boe bianche della spiaggia di Capo Bianco, Portoferraio, Isola d'Elba. Profondità circa 1,80 m, distanza da riva circa 10/15 metri (fronte chiosco alla fine delle scale). Con me c'era anche mia figlia che si è immersa per vederla più da vicino, non l'abbiamo assolutamente toccata, era viva e non si è spostata. Spero di essere stata comunque utile. Buon lavoro e grazie per l'importante attività che svolgete”.
Come spiega WWF sub, la lepre di mare dagli anelli non viveva nel Mediterraneo ma “Questo mollusco, dell’ordine degli Anaspidei, è una specie circumtropicale considerata nativa dell’Oceano Atlantico e della regione indopacifica fino al 2013, quando studi approfonditi sul DNA hanno dimostrato come la specie A. dactylomela sia limitata ai Caraibi e all’Atlantico tropicale e la specie indopacifica, sebbene morfologicamente molto simile, sia in realtà un altro animale, l’Aplysia argus.
Le aplisie dagli anelli presenti nel Mediterraneo, a seguito di test sul genoma, risultano appartenenti alla specie atlantica e sono giunte nel nostro mare attraverso lo Stretto di Gibilterra o tramite traffico marittimo; la prima segnalazione risale al 2002 presso l’Isola di Lampedusa.
Questa specie presenta, in media, una lunghezza dai 10 ai 20 cm (massimo 40 cm) e piede e parapodi molto sviluppati. Ha un colore variabile, dal giallo pallido al grigio chiaro o verdastro, e si differenzia dalle altre specie del genere Aplysia per la presenza di anelli neri dalla forma irregolare disposti su tutto il corpo.
La lepre di mare dagli anelli è caratterizzata da una conchiglia rudimentale inclusa nel mantello, che protegge parzialmente il sacco dei visceri, e quando viene disturbata secerne un liquido repellente di colore viola.
Si può osservare a pochi metri di profondità su substrato roccioso e, meno frequentemente, nuotare nella colonna d’acqua. Questa specie prolifera nel bacino orientale del Mediterraneo grazie alle alte temperature delle acque e alla bassa biodiversità”.