The Guardian e il Parco: quando i "compagni" servono
Secondo l’entusiastico comunicato del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, l’articolo “Tuscany’s treasured islands: five to explore” pubblicato da The Guardian il 30 agosto sarebbe “Un vero e proprio elogio internazionale per il Parco Nazionale Arcipelago Toscano: la prestigiosa testata indipendente britannica The Guardian ha dedicato un approfondito articolo alle isole toscane”.
Incuriosito me lo sono andato a leggere e, pur con il mio inglese zoppicate, non sono riuscito a trovare nessun elogio per l’Ente Parco. Anzi, il Parco viene citato solo en passant nel primo paragrafo e definito “protected national park”, parco nazionale protetto, senza nemmeno citarlo con il suo vero nome e con la dignità di una maiuscola.
E l’articolo non è certo approfondito, tuttalpiù è un riassuntino, ben scritto ma tipo opuscolo turistico della Pro Loco. E anche la sostenibilità turistica che ci sarebbe riconosciuta all’Elba da The Guardian e vantata dal presidente del Parco Matteo Arcenni nel suo comunicato è qualcosa che non viene mai scritta dall’autrice Francesca Lombardo.
Certo, tutto fa e a un articolo estivo da spiaggia su The Guardian non si sputa certo sopra, ma neo-presidente del Parco si entusiasma facile, per poco e dove non arriva inventa, e così sembra non rendersi conto di due cose:
1) Gli eventuali elogi di The Guardian non vanno certo a lui che non ha ancora avuto il tempo di far niente anche se gira come una trottola, ma alle scelte fatte da chi lo ha preceduto, a quei presidenti del Parco che il suo Partito, Alleanza Nazionale/Fratelli d’Italia, prima ha accusato di essere complici dei comunisti che hanno imposto il parco nazionale cattivo agli elbani e agli altri isolani, poi ha sempre attaccato presidenti e direttivi accusandoli di danneggiare il turismo e di non saper amministrare il Parco e di essere agli ordini del PD.
Ora scopriamo che avrebbero fatto un ottimo lavoro, sia per The Guardian che per Arcenni.
2) Secondo i parametri del partito di Arcenni, The Guardian non sarebbe affatto la “prestigiosa testata indipendente britannica” citata nel comunicato, ma un pericoloso giornale “comunista”.
A volte i “compagni” servono.
Il guardiano corso