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Un mare di canne

Scritto da  Rita Bartolommei Sabato, 12 Settembre 2026 10:46

Un anno prima di fondare Cosmopoli, Cosimo I istituì per i proprietari del territorio che amministrava un contributo alla manutenzione dei fossi (1547). Di seguito anche i Lorena nella persona di Pietro Leopoldo I nel 1775 riformarono il catasto dei fossi chiedendo un contributo che in Toscana si chiama da allora tassa sui fossi e così di seguito nelle varie amministrazioni, fino alla legge regionale n. 79 del 2012 che individua nei consorzi di bonifica l’ente preposto a gestire la difesa del suolo e la manutenzione dei corsi d’acqua. Per l’Elba il Consorzio 5 Toscana Costa che applicò sull’isola la tassa a partire dal 2014.

 

Sicuramente l’Elba non era nei pensieri di Cosimo che non la possedeva ma mi piace pensare che forse Cosimo avrebbe gestito meglio la competenza in questione di quanto accade ora.

 

Dopo il temporale forte ma breve di giovedì, il golfo di Marina Campo è invaso da sterpaglie e canne che rendono pericolosa la balneazione e la nautica oltre a deturpare la bellezza della spiaggia che abbiamo il privilegio di possedere.

 

Le canne che galleggiano nel golfo sono state tagliate e abbandonate al bordo degli alvei dei fossi invece di essere rimosse? A chi chiedere conto della cattiva gestione? Chi pagherà per la bonifica che mi auguro il comune eseguirà in tempi brevi per salvare la promettente stagione turistica di settembre? Probabilmente proprio noi che paghiamo la tassa sui fossi.
Mi chiedo inoltre se le canne, invece di finire indebitamente in mare non possano essere oggetto di recupero e riuso visto che la loro commercializzazione è possibile.

 

Forse Cosimo I o Pietro Leopoldo avrebbero evitato i danni con oculata gestione e, probabilmente, avrebbero anche pensato a utilizzare le canne!

 

Rita Bartolommei

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Ultima modifica il Sabato, 12 Settembre 2026 10:57