Ad agosto il Presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ha fatto un sopralluogo a Giannutri in occasione di un evento musicale organizzato sull’isola più meridionale del Parco e ne ha approfittato per fare incontri che evidentemente hanno riguardato anche i controlli e il rispetto delle regole che lì vigono. Purtroppo i risultati immediati di quel sopralluogo non sono visibili.
Sabato 12 settembre, 2 reti da pesca, posizionate alcuni giorni prima, erano calate nel mare di Cala Maestra, in zona 2 del Parco Nazionale. In realtà la pesca all’interno del Parco è rigidamente regolamentata e non può essere fatta senza autorizzazione e senza il rispetto delle prescrizioni date. Il pescatore era stato autorizzato? Il Parco era a conoscenza del fatto che nella zona 2 ci fossero 2 reti da pesca? Segnalate subito alla Capitaneria di porto di Porto Santo Stefano e che il giorno dopo erano state spostate fuori dalla zona 2 del Parco Nazionale, certo non prima di avere ucciso pesci, crostacei e altre specie protette.
Sempre nella stessa mattinata a Cala Maestra diverse imbarcazioni ancoravano dentro la Cala, a pochi metri dalle rocce emerse, gettando l’ancora sulla Posidonia oceanica. Alcune anche con la seconda ancora buttata su un fondale di un paio di metri di profondità. Ricordiamo che Ministero per la Protezione Civile e le Politiche del mare, ha da poco promulgato la legge sulla “Valorizzazione della risorsa mare” (legge n. 70 del 7 maggio 2026”, la quale all’art. 20 comma 1 recita: “L'ancoraggio delle imbarcazioni non deve arrecare pregiudizio alla conservazione dell'ambiente marino e costiero, né determinare la distruzione, il deterioramento, l'alterazione o la frammentazione di habitat marini sensibili o protetti, inclusi gli habitat di specie vegetali marine protette, con particolare riferimento alle praterie di Posidonia oceanica”.
A Punta Secca, in zona 2 del Parco Nazionale, diverse imbarcazioni ancoravano a pochi metri dalle rocce (al massimo a 20 metri) quando dovrebbero essere lontane a non meno di 100, con le ancore gettate sulla prateria di Posidonia oceanica. La barca di un diving di Porto Ercole, di queste leggi non ne rispettava una: con l’ancora di prua si era ancorata sulla Posidonia oceanica, l’ancora di poppa l’aveva invece, gettata a circa 5 metri dalle rocce emerse su un fondale di 1,5 metri di profondità e infine, l’imbarcazione era a non più di 20 metri dalla costa invece che a 100.
Insomma a Giannutri, isola che ricade all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, protetta a livello internazionale come sito Natura 2000 secondo la Direttiva Habitat, IT51A0024 “Isola di Giannutri - area terrestre e marina” e i- Zona Speciale di Conservazione e Zona di Protezione Speciale Isola di Giannutri - il cui mare fa parte del Santuario Pelagos per la protezione dei Mammiferi Marini, l’ancoraggio selvaggio e la pesca illegale la fanno da padroni.
Non potrebbe però, che essere così, poiché il mare dell’isola sembrava non essere sottoposto ad alcun controllo quotidiano. La Capitaneria di porto è a Porto Santo Stefano e data la lontananza ha molte difficoltà a presidiarla. Il Parco avrebbe anche delle telecamere per controllare ma non si sa se funzionano o se e come vengano utilizzate.
Ci chiediamo allora, come il Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin intenda raggiungere l'obiettivo 30x30 stabilito a livello internazionale dal Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (GBF), un accordo storico approvato nel dicembre 2022 durante la COP15, il quale prevede la protezione del 30% della superficie terrestre e del 30% della superficie marina entro il 2030 (protezione efficace), quando Parchi come quello dell’Arcipelago Toscano, almeno a mare a Giannutri sono, di fatto, “Parchi di carta”.
Al nuovo Presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano vorremmo, invece, ricordare quanto scritto all’articolo 2 del decreto istitutivo Parco Nazionale: Nell'ambito del Parco sono assicurate: a) la conservazione di specie animali o vegetali, di associazioni vegetali o forestali, di singolarità geologiche, di formazioni paleontologiche, di comunità biologiche, di biotopi, di valori scenici e panoramici, di processi naturali, di equilibri idraulici ed idrogeologici, di equilibri ecologici”.



