Prendo spunto dall’articolo apparso su Elbareport il 14 settembre, scritto da Mauro Marinari dedicato allo stato di degrado di una parte della spiaggia libera di Lacona, per lanciare una proposta che va oltre la necessità di restituire decoro e sicurezza a uno dei luoghi più belli della nostra isola.
Credo sia arrivato il momento di affrontare seriamente anche una questione sin qui trascurata dalle autorità comunali su cui ricade la responsabilità delle spiagge: l’accessibilità delle spiagge libere alle persone con disabilità, a chi ha difficoltà motorie e alle famiglie con bambini piccoli.
Lacona è una spiaggia meravigliosa che frequento da anni, amata da residenti e turisti. Un patrimonio naturale che dovrebbe essere alla portata di tutti. Eppure, per chi si muove in carrozzina, per una persona anziana o per un genitore che spinge una carrozzina con il proprio bambino, raggiungere il mare può trasformarsi in un’impresa difficile, quando addirittura impossibile.
La spiaggia libera, per sua stessa natura, dovrebbe rappresentare uno spazio di libertà e di uguaglianza. Ma la libertà di godere del mare non è realmente tale se qualcuno, a causa di una difficoltà fisica, è costretto a rinunciarvi. Per questo rivolgo un appello alle autorità competenti, a cominciare dal Comune di Capoliveri, alla Capitaneria di Porto e al Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, affinché si facciano promotori di un progetto condiviso per rendere più accessibile la parte libera della spiaggia di Lacona. Non si tratta necessariamente di realizzare opere invasive o di stravolgere l’ambiente naturale.
Si potrebbe partire da interventi semplici, ma di grande utilità a partire dall'area retrospiaggia delle dune:
- Installare passerelle idonee, possibilmente fino a un punto vicino alla battigia, per consentire il passaggio delle carrozzine e facilitare il transito dei genitori con bambini piccoli.
- Valutare l’installazione di strutture e ausili specifici per consentire anche alle persone con disabilità motorie di avvicinarsi al mare e di fare il bagno.
- Installare sistemi a rotaia con sedia automatizzata che consentono l'ingresso e l'uscita autonoma dal mare in sicurezza (Sea Trac)
- Individuare soluzioni rispettose delle dune, della vegetazione e del delicato equilibrio ambientale di Lacona.
Naturalmente, ogni intervento dovrà essere progettato nel rispetto dei vincoli paesaggistici e ambientali, coinvolgendo gli enti competenti e le associazioni che si occupano di disabilità. Facilitare l’accesso al mare è una questione di giustizia e di civiltà. Non possiamo considerare una spiaggia veramente pubblica se una parte dei cittadini non può usufruirne pienamente. Il mare appartiene a tutti e tutti dovrebbero poter vivere la gioia di una giornata in spiaggia senza ostacoli. Non è un privilegio richiesto per qualcuno. È un diritto che dobbiamo rendere concreto. Mi auguro, pertanto, che questa proposta possa essere raccolta dalle istituzioni e trasformata in un progetto concreto, magari già in vista della prossima stagione estiva. Lacona ha tutte le caratteristiche per diventare un esempio di spiaggia libera accessibile, dove la bellezza della natura si accompagna al rispetto delle persone e delle loro esigenze. Una comunità è davvero civile se ha la capacità di non lasciare indietro nessuno.
Salvatore Insalaco