Sin dalla seconda metà del cinquecento l’ospedale della Misericordia offre assistenza agli infermi in stato miserabile a Portoferraio. Ha rappresentato per centinaia di anni luogo fondamentale per l’assistenza sanitaria alla popolazione civile. Nei primi anni del settecento in seguito alle spese di ingrandimento dell’immobile dove è ubicato, l’amministrazione del nosocomio si trova in stato di sofferenza finanziaria che in seguito si aggrava ed amplia.
Tale aggravamento ed ampliamento è registrato nel manoscritto conservato nella biblioteca del comune di Portoferraio “Relazione di Portoferraio fatta a Sua Altezza Reale dal conte Vincenzo degli Alberti suo Consigliere di Stato” del 1766 dove il conte annota che è dovuto all’elevato numero di debitori insolventi per mala gestione amministrativa.
Nel 1784, qualche anno dopo la relazione fatta al granduca di Toscana dal conte Alberti, la situazione di indebitamente finanziario diventa tale che non ci sono più soldi per andare avanti. E’ così inevitabile la chiusura dell’ospedale della Misericordia che, come sopra accennato, dalla seconda metà del cinquecento opera assistenza ricoverando infermi civili in stato di povertà essendo l’altra struttura cittadina ospedaliera, quella del Carmine, riservata ai soli militari del presidio.
L’indebitamento finanziario è poi acuito per la mancanza di organi amministrativi avvenuta in seguito alla chiusura da parte del granduca di Toscana delle confraternite laicali nel 1785 tra cui anche la confraternita della Misericordia di Portoferraio.
Un documento del 1784 conservato nell’archivio storico del comune di Portoferraio, dallo scrivente ritrovato, chiarisce che l’ospedale non ha più soldi per andare avanti.
In questo anno, 1784, il sacerdote Michele Ciummei, Provveditore dell’ospedale della Misericordia, si rivolge alla magistratura comunitativa di Portoferraio per informare che da alcuni giorni si trova sprovvisto di assegnamenti per pagare le spese e il mantenimento dei malati e che non può pagare lo stipendio al custode.
Supplica la pietà e la religiosità della magistratura comunitativa affinché intervenga stanziando una somma e che ciò avvenga al più presto per non ritrovarsi a dovere rifiutare di ricoverare infermi come è già avvenuto. Chiede infine alla magistratura di conferire regolamenti ed istruzioni per l’amministrazione dell’’ospedale essendo gli amministratori della confraternita non più presenti.
L’ospedale della Misericordia è parte importante della storia della città di Portoferraio: una vicenda storica che non deve essere dimenticata nella memoria collettiva della città avendo svolto l’ospedale una secolare assistenza agli infermi.
Non mi risulta che esiste documento che certifichi una data certa della chiusura dell’ospedale della Misericordia.
Il documento di archivio sopra ricordato porta la data del 1784 e tale anno può pertanto essere ritenuto anno di chiusura dell’ospedale della Misericordia dove si ricoveravano infermi civili in stato miserabile e carcerati condannati alla pena capitale.
Questa la carta di archivio del 1784 integralmente trascritta:
“Molto Magnifici Signori Gonfaloniere Priori Rappresentanti questo Pubblico
Il sacerdote Don Michele Ciummei attual Provveditore di questo ( ) Spedale della Misericordia con tutto il rispetto rappresenta alla Signorie Loro Magnifiche come da alcuni giorni che egli si ritrova sprovvisto e mancante di assegnamenti per supplire alla spese di detto Spedale et al mantenimento degli Infermi che in questo capitano a segno di non aver potuto neppure pagare lo stipendio al custode nel caduto mese di marzo e che perciò trattandosi di un affare molto interessante questo Pubblico et in specie i Poveri Miserabili Infermi.
Supplica la somma Pietà e Religiosità delle Signorìe Molto Magnifiche a riguardare con occhio di pietà il predetto Spedale con stanziare una somma discreta di denaro affinchè possasi espressamente provvedere a tali necessità provvisionalmente e ciò con la maggiore sollecitudine possibile per non ritrovarsi nel nuovo caso di dover rigettare e recusare di dovere ricevere nel medesimo Ospedale i poveri Infermi il che li giova sperare perché essendo Padri di questo Pubblico si daranno tutto il moto per vantaggio del medesimo e come a forma degli ordini Sovrani resteranno in breve soppresse queste Confraternite gli Uffiziali et amministratori delle medesime bramerebbe che le Signorie Loro Molto Magnifiche come Soprintendenti del medesimo Spedale che deve sussistere e che veniva diretto dagli Ufficiali stessi della Reverenda Chiesa della Misericordia, si compiacessero di dargli subito quelle istruzioni e regolamenti che dovrà l’esponente tenere in futuro in rapporto all’amministrazione del predetto Ospedale ;con che fa alle Signorie Loro Molto Magnifiche devotissima reverenza
Io sacerdote Michele Ciummei, mano propria“.
(Filza. ”Istanze comunitative dal 1784 al 1790”C25. Carta senza numero di pagina. Archivio della comunità di Portoferraio 1554-1800. Carteggio magistrale. Archivio storico del comune di Portoferraio)

Altri documenti di archivio fanno conoscere cosa accade all’ospedale della Misericordia dopo il 1784.
Marcello Camici
Nelle foto - 1784. Don Michele Ciummei provveditore dell’ospedale della Misericordia. Lettera alla magistratura comunitativa di Portoferraio. AVANTI e RETRO - Carta senza numero di pagina. ”Istanze comunitative dal 1784 al 1790”C25.,Archivio della comunità di Portoferraio 1554-1800. Carteggio magistrale. Archivio storico del comune di Portoferraio






