Gentile redazione,
vorrei condividere una riflessione sulla situazione che ho personalmente notato quest’estate all’Isola d’Elba.
So che sono già arrivate diverse segnalazioni sulla sporcizia e che molti sono ormai stanchi di queste lamentele. Proprio per questo non vorrei aggiungere una semplice critica, ma una riflessione su un problema che, a mio avviso, riguarda tutti.
In diverse zone dell’isola ho notato rifiuti, sporcizia e scarsa manutenzione, sia lungo le strade sia sulle spiagge. Ho letto inoltre segnalazioni riguardanti Patresi, Cavoli e Rio.
Particolarmente evidente è, al momento, la situazione lungo la provinciale dal Club 64 verso Procchio, dove i bordi della strada sono molto sporchi, come già accaduto lo scorso anno, quando fu organizzato un intervento di pulizia straordinario. Trovo incredibile che non sia stato fatto nulla per prevenire il ripetersi della stessa situazione. Anche la spiaggia libera di Procchio, sul lato sinistro, presenta accumuli di alghe, plastiche, rifiuti e bottiglie abbandonate.
È evidente che una parte del problema dipenda dall’inciviltà delle persone. Ma credo che non sia sufficiente fermarsi a questa spiegazione. Le stesse persone, quando viaggiano in Paesi dove esistono servizi efficienti, controlli e una maggiore cura degli spazi pubblici, si comportano diversamente. Il contesto influenza anche i comportamenti e lo sporco attira altro sporco.
Per questo penso che il problema sia anche di gestione e organizzazione dei flussi turistici. Non credo nemmeno che sia sufficiente dire che mancano le risorse: l’Elba ha un numero enorme di seconde case e i servizi, compresa la gestione dei rifiuti, vengono pagati durante tutto l’anno, anche quando l’isola è in gran parte vuota. È quindi legittimo chiedersi se le risorse vengano organizzate e concentrate adeguatamente nei mesi di maggiore affluenza.
A Marina di Campo, ad esempio, ho notato tombini pieni che avrebbero bisogno di essere puliti, soprattutto considerando le piogge intense previste nei prossimi giorni. Ho invece visto che Capoliveri ha comunicato interventi di pulizia dei tombini: un esempio positivo che dimostra che, quando c’è attenzione, si può intervenire.
La domanda quindi è semplice: perché la qualità della manutenzione non è la stessa in tutta l’isola?
Queste situazioni mi fanno anche pensare che forse sia arrivato, nuovamente, il momento di riflettere seriamente sul Comune Unico dell’Elba. L’isola è una realtà unica dal punto di vista turistico e ambientale: rifiuti, pulizia, strade, spiagge, mobilità e gestione dei flussi turistici sono problemi che riguardano tutti.
Per un visitatore l’Elba è una sola. A mio avviso, dovrebbe esserlo sempre di più anche nella gestione dei servizi. Penso, ad esempio, alla questione dell’aeroporto e alla brillante scelta di indire un referendum coinvolgendo i residenti del solo Comune di Campo nell’Elba: una questione che, proprio perché riguarda il futuro dell’intera isola, meriterebbe forse una riflessione e un confronto più ampio.
Non si tratta di accusare le amministrazioni o di dire che tutto funziona male. Ci sono sicuramente realtà che si impegnano e fanno interventi concreti, vedi Capoliveri e Marciana Marina. Ma credo che sia necessario alzare complessivamente il livello dei servizi, soprattutto nei mesi di maggiore affluenza.
L’Elba vive di turismo e la cura del territorio non è un dettaglio: è parte integrante della sua qualità, della sua immagine e del suo futuro.
Lamentarsi dell’inciviltà non basta. Servono anche servizi, organizzazione e una gestione adeguata alla quantità di persone che l’isola accoglie.
Un caro saluto, con l’augurio di un futuro migliore per l’Elba e per tutti coloro che la vivono, residenti e non.
Leonardo






