Una serata di cinema, memoria e soprattutto di emozione. È quella vissuta all'Open Air Museum Italo Bolano, dove è stato proiettato “Capoliveri, un paese una storia”, il docufilm realizzato dagli alunni delle classi quinte A e B della Scuola Primaria di Capoliveri.
Presentato dall'esperta cinematografica Barbara Bardazzi Formichini, ad assistere alla proiezione erano circa 70 persone, tra bambini, alcuni dei protagonisti delle riprese e adulti, riuniti in un'atmosfera particolarmente partecipata. Per i giovani autori del documentario non è stata una semplice serata al cinema: sullo schermo hanno rivisto il frutto del lavoro svolto durante un percorso che li ha portati a conoscere meglio il proprio paese e la sua storia.
Il docufilm, con la regia di Fabio Punis, nasce nell'ambito del progetto “Ciak, s'impara”, promosso dall'Istituto Comprensivo “G. Carducci” e realizzato nell'ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola. Gli alunni hanno imparato a utilizzare il linguaggio cinematografico, a preparare le domande, a intervistare e soprattutto ad ascoltare. E proprio l'incontro con gli adulti è stato uno degli aspetti più significativi del progetto. Davanti alla macchina da presa sono passate le testimonianze dell'artista Michelangelo Venturini, del minatore Filippo Boreali e del viticoltore Antonio Arrighi, che ha presenziato alla proiezione.
Presenti anche alcuni degli insegnanti coinvolti nel progetto.
Attraverso i loro racconti i bambini hanno potuto entrare nella storia di Capoliveri, scoprendo un paese diverso da quello che conoscono oggi.
La miniera, la viticoltura, la Festa dell'Uva e la leggenda dell'Innamorata diventano così parti di un racconto più grande: quello di una comunità che cambia, ma che conserva nella memoria le proprie radici.
Particolarmente emozionante è stato vedere i giovani protagonisti confrontarsi con il risultato finale del loro lavoro. Al termine della proiezione, i bambini hanno condiviso con il pubblico la soddisfazione per un'esperienza che li ha trasformati, almeno per qualche tempo, da alunni in giornalisti, intervistatori e piccoli registi.
Il successo dell'iniziativa sta proprio qui: il documentario non racconta soltanto la storia di Capoliveri, ma racconta anche il modo in cui una nuova generazione impara a conoscerla.
In un luogo dedicato all'arte come il Museo Bolano, il cinema ha quindi svolto una funzione particolare: mettere in comunicazione generazioni diverse e dimostrare che la memoria non è qualcosa di fermo nel passato. È qualcosa che può essere raccolto, ascoltato e trasformato in un nuovo racconto.
Una serata semplice ma significativa, nella quale circa settanta persone si sono ritrovate davanti a uno schermo per guardare Capoliveri attraverso gli occhi dei suoi bambini. E forse è proprio questo il regalo più bello del progetto: un paese che racconta la propria storia e una nuova generazione che impara a custodirla.
Ricordiamo che lunedì 31 agosto alle ore 21,00, sempre al Museo Bolano, verrà proiettato l'altro film realizzato da giovani allievi, rinviato per allerta meteo, “Sognando Lo Rio”.






