E' bastata solo mezz'ora di pioggia battente per far ripiombare Portoferraio nel caos. Strade allagate, disagi e la paura che si rinnova in diverse zone della città.
Ai cittadini e ai commercianti che ancora una volta si trovano a spalare acqua va tutta la mia vicinanza. Ma la vicinanza non basta più, ora servono le responsabilità.
Dall'alluvione del febbraio 2025 non è cambiato nulla. Da quella drammatica emergenza sono passati più di un anno e mezzo. I fondi e i contributi della Protezione Civile sono stati stanziati e assegnati da tempo, compresi i finanziamenti per le opere strutturali più urgenti (come l'idrovora in via Del Buono e gli interventi sui fossi).
I soldi per iniziare ci sono. Allora la domanda è una sola: perché i cantieri non sono ancora partiti? Perché in tutto questo tempo non è stato fatto niente per mettere in sicurezza il territorio ed evitare che la storia si ripetesse oggi?
Non si può sempre incolpare il 'cambiamento climatico' o la sfortuna per giustificare l'immobilismo. La prevenzione si fa quando c'è il sole, non quando i cittadini si trovano l'acqua dentro casa. È inaccettabile che una pioggia di 30 minuti metta in ginocchio un capoluogo d'Isola.
Chi governa questa Città ha il dovere di proteggerla, se non è in grado di farlo, ne prenda atto.
Marcella Merlini






