Si è conclusa il 28 settembre a Roma, con l’approvazione all’unanimità della “Dichiarazione Ministeriale dell’UpM sull’acqua nel Mediterraneo” (Dichiarazione di Roma), la riunione dei ministri degli Stati membri dell’Unione per il Mediterraneo responsabili delle risorse idriche, ospitata dall’Italia, e il ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha detto ai giornalisti che fra le priorità del governo Meloni c’è sicuramente la dissalazione.
Il 29 settembre, nel suo intervento alla cerimonia inaugurale del Forum Euromediterraneo sull’Acqua, Pichetto Fratin ha citato “l’accelerazione delle autorizzazioni per gli impianti di dissalazione” tra gli interventi più importanti realizzati dal governo Meloni.
Il ministro degli esteri Antonio Tajani ha confermato la linea del governo anche riguardo alla cooperazione con gli altri Paesi del Mediterraneo.
Tornando alla dichiarazione di Roma dei ministri dell’Unione per il Mediterraneo al punto 7 recita: “Affrontare le sfide critiche legate all’acqua nella regione euromediterranea” - si legge: “La scarsità d’acqua limita sempre più lo sviluppo socioeconomico dei nostri popoli. Chiediamo ulteriori azioni sostenibili nella gestione della domanda idrica, nella promozione dell’efficienza nell’uso dell’acqua e nello sviluppo di risorse idriche convenzionali e non convenzionali, tra cui la desalinizzazione e il riutilizzo dell’acqua”.
Tra le “Priorità per la cooperazione regionale” la dichiarazione, al punto 17 individua “Finanziamenti e investimenti nel settore idrico”, evidenzia che “Sono necessari finanziamenti per investire in infrastrutture idriche resilienti (comprese le risorse idriche non convenzionali), ma anche per la loro gestione e manutenzione, nonché per migliorare la governance e la gestione delle risorse idriche”. Non convenzionali significa soprattutto dissalatori.
Il Forum euro-mediterraneo sull'acqua, che si è concluso a Roma il 2 ottobre ha visto la partecipazione di mezzo governo italiano: otre ai già citati Pichetto Fratin e Tajani, il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida, il ministro della sanità Orazio Schillaci, il ministro della protezione civile e del mare Nello Musumeci, la ministra dell’università e ricerca Anna Maria Bernini, il ministro della pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, più molti viceministri, sottosegretari ed commissari governativi, Il forum è stato organizzato dall’Institut Méditerranéen de l’Eau - Mediterranean Water Institute (IME) in collaborazione con One Water Committee Italy e Unione per il Mediterraneo, mentre il Comitato Organizzativo Istituzionale riunisce buona parte dei ministri italiani: Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Ministero dell'Agricoltura, Sovranità alimentare e silvicoltura, Ministero delle infrastrutture, della protezione civile e delle politiche marittime Ministero dell'Università e della Ricerca.
Presentando i lavori di questo importante summit il presidente dell’Institut Méditerranéen de l’Eau Mediterranean Water Institute, Alain Meyssonnier ha detto che “Per quattro giorni, esperti, decisori pubblici, aziende, ricercatori, autorità locali e società civile si riuniranno per elaborare soluzioni alle grandi sfide idriche del Mediterraneo, attorno a undici temi che struttureranno le nostre discussioni”. Il primo tema in assoluti è “Scarsità idrica e risorse non convenzionali, per esplorare la desalinizzazione, il riutilizzo delle acque reflue trattate e soluzioni alternative per far fronte alla scarsità idrica".
Il Guardiano Corso






