Si chiamano orsetti d’acqua ma hanno otto zampe e non sono più lunghi di un millimetro: sono i tardigradi, invertebrati microscopici che vivono nei muschi e licheni nutrendosi di alghe o di altri microrganismi. I tardigradi sembrano fragili, ma hanno un superpotere: non appena il loro ambiente si secca e l’acqua inizia ad evaporare anche dal loro corpo si contraggono a formare una piccola botticella. In questa forma i tardigradi possono sopravvivere oltre all’essiccamento alle condizioni più estreme, comprese temperature prossime allo zero assoluto (-272 gradi), al vuoto dello spazio ed alle radiazioni cosmiche. In questo stato il loro metabolismo è completamente fermo, facendoli cadere in un limbo tra la vita e la morte. Una volta che rientrano in contatto con l’acqua, i tardigradi riprendono la loro forma, il loro metabolismo si riavvia e riprendono la loro vita come se niente fosse.
Adele Bordoni e Anna Beretta raccontano che grazie ad un progetto per la conservazione delle api selvatiche promosso dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e dal dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze hanno avuto modo di studiare vari aspetti di fauna e flora dell’isola di Giannutri. «L’interesse si è esteso in modo esplorativo anche verso i microrganismi, per indagare se l’introduzione regolare di un apiario sull’isola potesse avere avuto su di loro qualche effetto. Muschi e Licheni rappresentano una nicchia ecologica per molte specie, sono stati perciò raccolti alcuni campioni e Il materiale è stato inviato in studio al Laboratorio di Matteo Vecchi così da capire quali tardigradi abitassero l’isola».
«Il risultato è stato sorprendente, delle due specie trovate sui muschi dell’isola, una era qualcosa di mai osservato prima, con una notevole distanza genetica rispetto alle specie già note, ma soprattutto una morfologia unica. Infatti il tardigrado di Giannutri presenta sulle sue zampe delle unghie molto lunghe, mai osservate nelle altre specie appartenenti suo genere. Conclusione inevitabile: il tardigrado di Giannutri rappresenta una nuova specie, la cui presenza è al momento conosciuta soltanto per questa isola», racconta Matteo Vecchi dell’Università di Parma.

Questa scoperta aggiunge alla fauna mondiale una specie endemica per un'isola molto piccola (circa 2,5 km2), rinforzando così il paradigma da tempo riconosciuto che le isole dell’Arcipelago Toscano rappresentino un hotspot di biodiversità unico. È perciò fondamentale che esse siano al momento tutte incluse in un Parco Nazionale che sta mostrando un grande impegno non solo per la tutela dei vertebrati, come spesso accade, ma anche per gli invertebrati” spiega Leonardo Dapporto, professore di Zoologia dell’università di Firenze e coordinatore del progetto Giannutri Open Air Laboratory.
Ma manca ancora un pezzo della storia, perché quando si scopre una nuova specie è necessario darle un nome. Quale miglior nome per una specie che riesce a vivere da morta o morire da viva se non quello di un fantasma? E' stata proprio la cultura popolare dell’isola a consigliarlo ai ricercatori, si narra infatti che Giannutri sia abitata dal fantasma di Marietta Moschini. Marietta, donna della borghesia fiorentina, fuggì verso la fine dell’Ottocento a Giannutri, insieme all’ex garibaldino Gualtiero Adami. I due scelsero una vita fuori dal mondo degli umani. Sull’isola vissero per decenni in condizioni dure, quasi primitive, lontani da ogni convenzione sociale. Dopo la morte di lui, l’inconsolabile Marietta rimase sola a Giannutri e non lasciò più l’isola fino alla sua morte, avvenuta nel 1927. Gli abitanti dell’isola, raccontano tutt’ora della presenza malinconica del fantasma di Marietta che nelle lunghe notti invernali vaga per l’isola e lamenta la sua solitudine. Il tardigrado di Giannutri, noto solo per quest’isola e che, per quanto ne sappiamo, non ne è mai uscito, è stato chiamato Paramacrobiotus mariettae in onore di questa donna anticonformista e libera abitante di questo remoto e affascinante lembo di terra.
Bordoni, A., Beretta, A., Camarda, D., Stec, D., Dapporto, L., & Vecchi, M. (2026) “The first Paramacrobiotus (Tardigrada) species with elongated claws discovered from Giannutri Island (Tuscan Archipelago, Italy)“ - The European Zoological Journal
Redazione Greenreport
Ringraziamo Adele Bordoni, Leonardo Dapporto e Matteo Vecchi per il contributo






