Sul tema Arsenale delle Galeazze, Italia Nostra Arcipelago Toscano ringrazia il prof. Giuseppe Massimo Battaglini, per aver richiesto di aprire un dibattito pubblico sulla destinazione d’utilizzo e si associa alla sua proposta, con l’obiettivo di individuare per l’Arsenale un utilizzo più coerente con la storia medicea dell’edificio.
Nel corso di uno scambio informale con il Presidente Giani, la Dott.ssa Arch. Coltelli e il Sindaco Nocentini, alla fine della presentazione del restauro della Biblioteca Foresiana, il 29 dicembre scorso, Italia Nostra ha segnalato al Presidente, la necessità di riprendere in considerazione la destinazione d’utilizzo dell’Arsenale delle Galeazze, concordata tra Parco e Comune di Portoferraio.
Sebbene il Presidente Giani abbia sottolineato che la sua attuale priorità a Portoferraio è l’emergenza idraulica e fognaria, tuttavia, come cultore di storia medicea, ha dimostrato grande interesse perl’Arsenale delle Galeazze, il suo restauro e la sua destinazione d’utilizzo.
La frase del Presidente Mattarella “ Senza memoria, non c’è futuro” citata dal Presidente Giani, durante il suo magistrale excursus sulla storia medicea e sull’importanza strategica, per Cosimo I, di costruire Cosmopoli, dovrebbe essere tenuta in mente anche per la scelta di una destinazione d’utilizzo dell’Arsenale delle Galeazze che ne permetta la conoscenza, la valorizzazione e fruizione da parte delle attuali e future generazioni, in virtù della storia medicea a cui si deve la nascita e lo splendore dell’Arsenale stesso, di Cosmopoli e della Toscana.
Altrettanto importante è mantenere il nome “Arsenale delle Galeazze” anziché impropriamente sostituirlo con il riduttivo e recentemente coniato “edificio ex-galeazze” - gli Uffizi, si chiamano forse ex-uffizi? - affinché non vada perduta la memoria dell’Arsenale mediceo in cui venivano costruite e riparate le grandi navi da guerra, a remi e a vela, fortemente armate, chiamate “galeazze”. I Medici le impiegarono insieme alle più veloci ma più piccole galee, attraverso l’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, istituito da Cosimo I nel 1561, per proteggere le rotte commerciali e i porti toscani dalle incursioni di pirati e corsari barbareschi, e allo stesso tempo, possedere e finanziare le innovative e più armate galeazze rafforzava il loro prestigio e l’immagine di potenza nel contesto storico del ‘500, contribuendo all’ascesa economica e politica dei Medici e della Toscana nel Mediterraneo.
Italia Nostra Arcipelago Toscano






