Una nuova ricerca sfida millenni di certezze geografiche: l'Isola d'Elba non sarebbe solo l'antica "Aethalia", ma la mitica "Itaca occidentale". Tra iscrizioni micenee e intrighi imperiali, ecco perché Omero potrebbe avere radici molto più vicine a noi.
A scuola ci hanno insegnato una geografia immutabile: Omero è il poeta cieco di Chio, di Smirne o di Cefalonia, figlio dell'Oriente greco; Ulisse è l'eroe che torna alla sua piccola isola nello Ionio. Ma se questa mappa fosse solo una "versione ufficiale" che ha cancellato una storia più antica? E se il vero cuore pulsante dell'Odissea arcaica non fosse l'Egeo, ma il nostro Mar Tirreno?
Un nuovo studio, pubblicato su Academia.edu, propone una rilettura rivoluzionaria che sposta l'asse del mito decisamente a Occidente, identificando nell'Isola d'Elba la "Itaca" perduta dei navigatori pre-greci.
L'errore che non era un errore
Tutto parte da una nota a piè di pagina che per secoli ha fatto impazzire i filologi. Servio, l'antico commentatore di Virgilio, scriveva chiaramente: "Alcuni vogliono che Ilva (l'Elba) sia chiamata Itaca".
Per quattrocento anni, gli studiosi moderni hanno bollato questa frase come un errore di copiatura, un abbaglio di qualche scriba distratto che aveva confuso i nomi. «Impossibile», dicevano, «l'Elba è l'Elba, Itaca è in Grecia».
La nuova ricerca ribalta il tavolo: e se Servio avesse davvero voluto scrivere quello che ha scritto?
L'articolo dimostra che non si trattava di uno sbaglio, ma della traccia fossile di una tradizione antichissima, precedente alla colonizzazione greca classica. Per i marinai dell'Età del Bronzo, l'Elba funzionava come una sorta di "Itaca sistemica": il punto di arrivo, il porto sicuro, il centro di quel ritorno (Nostos) che è il cuore dell'Odissea.
A confermare questa tesi non sono solo le parole, ma le pietre. O meglio, l'argilla. Nelle tavolette micenee in Lineare B ritrovate nel palazzo di Nestore a Pilo (Grecia), compare un nome misterioso: Aitareusi — gli abitanti di Aitareia.
L'Elba non era l'isola sporca di fumo. Era l'Isola Ardente. Per chi arrivava dal mare di notte, i forni fusori — del rame prima ancora che del ferro — la rendevano un faro incandescente nel Mediterraneo. Una terra di metallo e fuoco, degna di un'epopea.
C'è poi un dettaglio che cambia la prospettiva politica del mito. Le fonti antiche ci parlano di un Portus Argo sull'Elba (oggi Portoferraio), dove sarebbero sbarcati gli Argonauti.
Ma "Argo" non è solo il nome di una nave (Αργο) o di una città (Αργω). Nel linguaggio omerico, "Argivi" è sinonimo di Greci. "Argo" è l'Impero.
Avere un "Porto Argivo" all'Elba significa che quel tratto di Toscana non era una periferia barbara, ma un'estensione riconosciuta dell'impero miceneo. L'Elba era la frontiera occidentale del mondo degli eroi.
Perché questa storia è stata dimenticata? Perché la geografia è politica. Lo studio ricostruisce come, nel II secolo d.C., questa tradizione "tirrenica" sia stata recuperata dall'imperatore Adriano e dal suo potente prefetto, Publio Acilio Attiano.
Attiano, signore occulto dell'Elba e delle sue cave, conosceva la verità antica. Fu probabilmente lui a spingere Adriano a far "ufficializzare" un oracolo che dava a Omero natali occidentali, rendendolo figlio di Telemaco e nipote di Ulisse e Nestore.
Non fu solo un'operazione culturale per legittimare il potere di Roma, ma forse una vera scoperta filologica: Omero si sarebbe ammalato agli occhi proprio in Italia (Testatur esse Homerus ex Tyrrhenia...) per poi trasferirsi in Grecia, come racconta Eraclide Pontico, "vicerettore" dell'Accademia di Platone.
In ogni caso, anche se Omero forse non è nato fisicamente sullo Scoglio, la sua Odissea è impastata di Tirreno. Restituire all'Elba il soprannome di Itaca non significa riscrivere la geografia, ma restituire all'Italia intera il suo ruolo di protagonista nella più grande storia mai raccontata.
Angelo Mazzei
PER APPROFONDIRE:
L'articolo completo, con l'analisi filologica e i dati archeologici, è disponibile in lingua inglese su Academia.edu:
The Tyrrhenian Ithaca: Reassessing the Western Origins of the Homeric Tradition






