Porta la firma dell’azienda grossetana Antonio Lauria il restauro della facciata della chiesa di San Giacomo Maggiore, situata all’interno del complesso monumentale di Forte San Giacomo a Porto Azzurro, sede della Casa di Reclusione Pasquale De Santis.
L’intervento, appena concluso, rappresenta il primo lotto di un più ampio programma destinato al recupero e alla valorizzazione della chiesa seicentesca. I lavori sono stati promossi dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno, in collaborazione con l’Amministrazione penitenziaria, e sostenuti da un finanziamento del Ministero della Cultura di 254.957 euro.
L’azienda, specializzata nel restauro conservativo, nel recupero e nella messa in sicurezza di immobili storici e monumentali sottoposti a tutela, ha eseguito un intervento particolarmente delicato, avviato con l’allestimento del ponteggio provvisionale necessario alla messa in sicurezza dell’edificio.
Le indagini condotte sulla facciata avevano evidenziato murature decoese, intonaci fortemente deteriorati e malte che avevano perso consistenza. Lo studio delle diverse stratificazioni ha permesso di ricostruire le trasformazioni subite dalla chiesa nel corso dei secoli e di definire lavorazioni mirate per il consolidamento delle murature lesionate e il recupero degli intonaci.
“Il restauro della chiesa di San Giacomo Maggiore ci ha messo di fronte a una struttura complessa, segnata da numerose trasformazioni e inserita in un contesto storico e istituzionale molto particolare – dichiara Antonio Lauria –. La lettura delle stratificazioni, il consolidamento delle murature e il recupero degli elementi in arenaria hanno richiesto precisione esecutiva e un confronto costante con la direzione dei lavori. Per la nostra azienda è motivo di grande soddisfazione aver lavorato su un bene così importante per Porto Azzurro e per l’intera Isola d’Elba”.
La chiesa sorge all’interno della fortezza costruita tra il 1603 e il 1605, quando Longone, l’attuale Porto Azzurro, apparteneva allo Stato dei Presidii della Corona di Spagna. Realizzata probabilmente intorno alla metà del Seicento, fu ricostruita nei primi decenni del Settecento secondo i caratteri del barocco catalano e modificata nuovamente all’inizio del Novecento con gli interventi dell’artista elbano Eugenio Allori.
Nel corso dei secoli il Forte San Giacomo è passato dalla funzione di presidio militare a quella di residenza napoleonica durante il soggiorno di Napoleone Bonaparte all’Elba nel 1814, fino alla trasformazione in istituto penitenziario alla fine dell’Ottocento. La chiesa, che dà il nome al complesso, conserva ancora oggi un ruolo liturgico e comunitario all’interno della Casa di Reclusione. Il restauro della facciata prepara le successive opere sulle murature laterali e posteriori e il recupero dell’interno della chiesa e del suo apparato decorativo. Il programma prevede anche la possibilità di coinvolgere alcuni detenuti in percorsi formativi collegati alle future lavorazioni, unendo la tutela del patrimonio culturale all’acquisizione di competenze professionali.
Per l’azienda Antonio Lauria, l’intervento di Porto Azzurro si inserisce in un percorso consolidato nel recupero di beni storici e monumentali. L’impresa grossetana ha lavorato, tra gli altri, al complesso museale di Santa Maria della Scala a Siena, a Palazzo Campatelli a San Gimignano, all’Archivio Notarile di Stato a Firenze, alla Scuola Normale Superiore di Pisa, alla Torre di Calafuria a Livorno, all’Eremo di San Guglielmo a Castiglione della Pescaia, alla Pieve di Corsignano a Pienza, al Castello Pasquini di Castiglioncello e alla Biblioteca Chelliana di Grosseto.
Tra gli interventi più recenti figura anche la riqualificazione dell’ex cantiere ferroviario di Pisa San Rossore, trasformato nel nuovo Centro Studi delle Antiche Navi di Pisa, uno spazio dedicato alla ricerca, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio archeologico. L’azienda ha curato la realizzazione dei laboratori, dei magazzini archeologici, dell’auditorium, della sala per le mostre temporanee e dell’area esterna, dove le aiuole riprendono la forma e la posizione delle imbarcazioni romane rinvenute durante gli scavi.
Nel curriculum dell’impresa figurano anche lavori al Duomo di Firenze, il consolidamento di porzioni delle mura di Massa Marittima e il riconsolidamento di una parte delle mura dell’Isola del Giglio: cantieri che richiedono competenza tecnica, conoscenza dei materiali e attenzione alla storia e alle caratteristiche dei luoghi.
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