Venerdì 7 agosto 2026, alle ore 21:30, si terrà l’ottavo incontro della rassegna letteraria Autorə in Vantina, organizzata dal comune di Capoliveri, dalla libreria MardiLibri di Portoferraio e dalla Pro loco di Capoliveri.
Al posto di Nello Scavo, come inizialmente previsto, sarà ospite della rassegna Elena L. Pasquini, giornalista, firma di Avvenire e de Il Messaggero, corrispondente per Devex.
Pasquini parlerà del suo primo libro, “La meccanica della pace” (People 2022), un volume che si presenta, a livello stilistico, quasi come un cut-up giornalistico, dove la violenza dei conflitti e la labirinticità dei processi di conciliazione tra le parti (lunghi, faticosi, delicatissimi) vengono resi con una tecnica documentaristica che si snoda in una fitta trama di analogie e di rimandi, in una giustapposizione di virgolettati, sensazioni, ricordi, considerazioni, analisi delle strategie e dei rischi insiti nelle trattative che tendono a istituire la pace tra fazioni in lotta.
Non sono tanto le guerre dirette tra potenze nazionali quelle alle quali s’interessa Pasquini in questo volume, quanto i conflitti logoranti, barbari e apparentemente disumani che si accendono tra etnie interne a uno stesso stato, tra popolazioni diverse che abitano le stesse terre.
Il racconto porta il lettore in Camerun, in Colombia, in Yemen, in Sierra Leone, in Burundi. I grandi manovratori esterni che innescano, manipolano o cavalcano gli scontri restano quasi nell’ombra. Pasquini tende infatti a mostrare il dato finale della catena delle violenze, le risultanze di stereotipi portati al massimo grado, le uccisioni e le violenze insensate, lo scempio lasciato sulla terra da forze irrazionali; allo stesso modo, prova a trascinare al tavolo della conciliazione e del dialogo tutte le parti in causa, nessuna esclusa: anche quelle parti che la politica ci ha da sempre abituato a considerare come il male assoluto, con il quale non si deve mai dialogare.
«Trovare un accordo» si scrive invece nel libro «è penetrare il mistero della violenza, muoversi tra ragioni che sembrano insensate o nascoste nella nebbia più fitta; soprattutto significa dare dignità di parte a quanti combattono, riconoscere l’esistenza e la voce dei mostri, dei cattivi, dei pazzi e dei vinti.»
Un racconto singhiozzante, frammentario e franto come i corpi delle vittime; un racconto aggrovigliato come le strade che portano a soluzioni incerte ma possibili, dal quale emergono, tra gli scenari di villaggi e città distrutti, tra le tattiche e gli equilibrismi dei tavoli di negoziazione, gli emblemi muti e mutilati di alcune statue in forma umana: una Madonna priva di un arto, un santo senza nome che protende una mano alla quale mancano alcune dita, un crocifisso senza braccia chiamato «il Cristo dell’impotenza».
Angelo Airò Farulla
per Autorə in Vantina






