Proseguendo una tradizione ormai avviata con successo grazie alla collaborazione qualificata e preziosa di Barbara Bardazzi Formichini, torna anche quest'anno il cinema d'autore al Museo Bolano con "I misteri del giardino di Compton House", il film con cui Peter Greenaway si impose all'attenzione della critica internazionale nel 1982.
La proiezione si svolgerà giovedì 13 agosto alle 21,15 e durerà circa un'ora e mezza, ingresso libero.
Peter Greenaway (Newport, Galles, 1942) è uno dei più originali registi britannici contemporanei. Formatosi come pittore prima di dedicarsi al cinema, ha sviluppato uno stile inconfondibile, caratterizzato da una straordinaria ricerca estetica, da una rigorosa composizione delle immagini e da frequenti riferimenti alla storia dell'arte, alla letteratura e all'architettura. Tra i suoi film più celebri figurano appunto I misteri del giardino di Compton House (1982), Lo zoo di Venere (1985) e Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante (1989). Le sue opere sono apprezzate per la loro raffinatezza visiva e per la capacità di trasformare il cinema in un'esperienza artistica di grande impatto.
La scelta di questo titolo da parte della nostra esperta non è casuale.
Ambientato in una grande dimora inglese circondata da un elegante giardino, il film trova una naturale sintonia con l'Open Air Museum Italo Bolano, un luogo dove arte, paesaggio e creatività convivono in un dialogo continuo. Come il museo ideato da Italo Bolano, anche il film di Greenaway invita a osservare lo spazio con occhi nuovi, trasformando il giardino in un luogo ricco di simboli, enigmi e suggestioni.
La vicenda ruota attorno a un disegnatore incaricato di realizzare una serie di vedute della residenza di Compton House. Quello che inizialmente appare come un semplice lavoro artistico si trasforma progressivamente in un intricato mistero, nel quale ogni dettaglio dei disegni sembra nascondere indizi di una vicenda più complessa. L'arte diventa così strumento di osservazione e di verità, capace di rivelare ciò che sfugge a uno sguardo superficiale.
Considerato uno dei capolavori del cinema britannico contemporaneo, il film si distingue per la straordinaria eleganza delle immagini, la rigorosa costruzione narrativa e la raffinata colonna sonora composta da Michael Nyman, la cui musica contribuisce a creare un'atmosfera sospesa e coinvolgente. Ogni inquadratura è costruita come un quadro, in perfetta sintonia con il tema della rappresentazione artistica che attraversa l'intera opera.
In un luogo nato dalla visione artistica di Italo Bolano, un film come "I misteri del giardino di Compton House" trova una cornice ideale, dove il giardino non è soltanto uno sfondo, ma diventa esso stesso protagonista del racconto.
Una serata dedicata agli amanti del cinema di qualità e a chi desidera lasciarsi coinvolgere da un'opera colta, affascinante e ricca di mistero, capace ancora oggi, a oltre quarant'anni dalla sua uscita, di sorprendere per la sua modernità e la sua straordinaria forza visiva.
Ringraziamo Barbara Bardazzi Formichini di mettere a disposizione della collettività la sua lunga esperienza in campo letterario e cinematografico; attraverso i suoi interventi per la sceneggiatura delle opere teatrali annualmente proposte nel Teatro Mario Luzi dal gruppo delle Tisane, del quale fa parte fin dalla fondazione, e con le proposte cinematografiche al Museo, Barbara ci propone sempre nuove “perle” che arricchiscono la variegata proposta culturale del Centro d'Arte.
Buona visione.
Fondazione Italo Bolano






