Una domenica di aprile, intorno a mezzogiorno, mio babbo rientrava a casa e mentre mia mamma era indaffarata per il pranzo, lui decise senza se e senza ma di partire.
Ma come così senza bagagli, dove vai... aspetta ripensaci...
Insiste e insiste e lo accompagno...voglio volare perché in 86 anni non l'ho mai fatto… e siccome arrivò in ritardo, corse per non perdere il volo e io sentii solo il rumore dell'elicottero che si alzava nel cielo.
Menomale mia mamma, fece in tempo a dargli una piccola borsa con il necessario.
Torna presto non stare troppo via che non ci sei abituato, ma ormai era troppo lontano per sentire le mie parole.
Oltretutto, non essendo tecnologico, niente telefono… oh come farà...
Grazie ai piccioni viaggiatori, scopriamo che la prima tappa è Grosseto e starà in questo hotel per qualche giorno, ma il concierge, nella fretta di accoglierlo, si è dimenticato la sua borsa da qualche parte eh no ma non è possibile, si rivolga alla direzione no alle autorità, no alle forze dell'ordine, ma insomma si accontenti che è in vacanza, ma che pretende, pensi a divertirsi.
Si riposi, che ora è tardi e così i giorni passano senza capire se tornerà o se deciderà di trasferirsi in un paese sconosciuto, ma a detta di molti, accogliente (succede in ogni momento, ma senza preavviso è una grossa batosta).
Perché devo restare qui? Voglio vedere altro e così con l'autostop, si ritrova a viaggiare per Pisa...
Forse mi fermo qui e invece c'è un cambio programma e sempre in autostop, riparte... ormai è un viaggiatore provetto, anzi non ha niente da invidiare ai pacchi che girano su e giù per la Toscana.
Ma, per sbaglio, sale su un'auto che deve viaggiare fino a Grosseto e così come un boomerang, torna indietro…
Essendo sempre senza telefono tu a casa continui a chiedere aiuto ai piccioni viaggiatori e non tutti hanno voglia di farlo.
Oh, ma come sta bene, che miglioramento: questa fuga l'ha rimessa a nuovo, ma ora come da programma, c'è un'altra gita fuori porta, mah si dai perché no, insomma io tornerei quasi quasi, a casetta mia.
No ancora no porti pazienza, ormai non è più possibile rimborsare il soggiorno.
Mio babbo, seppur a malincuore, accetta di stare ancora via per qualche giorno, ma la paura e la stanchezza prendono il sopravvento…
No io in quel paesello sconosciuto, non ci voglio andare, voglio casa mia, la mia famiglia, la mia isola.
Signore, mi dispiace ma dato che la vacanza è terminata, ora torni da dove è venuto, ma con le sue gambe, niente autostop, niente elicottero, insomma abbiamo già speso troppo per questo suo colpo di testa, si arrangi; veda di trovare qualcuno che lo riporti a casa...
Ringraziando il cielo, incontra degli angeli che lo accompagnano fino a Portoferraio e guardandoli meglio riconosco in loro, mio cugino, mia mamma, mio zio, due signori che lavorano sul Marmorica e il suo medico di base.
Babbo com'è andata la vacanza?
Ho sentito tanto freddo, ho mangiato poco e male, sentivo la mancanza di tutti, ero preoccupato per voi, mi sentivo solo, ma forse forse sono stato accolto meglio a Pisa, eh ci vuole pazienza.
Ora il desiderio di volare è passato.
Guardo i suoi occhi e capisco che qualcosa è cambiato, però, il mondo gira nello stesso modo, tutto scorre come sempre e mi domando quali pensieri gli passino per la testa: forse un giorno ne parlerà.
Con sé, si è portato un piccolo diario, dove c'è scritto tutto quel che è accaduto in questi, per noi brevi, per lui lunghi, 15 giorni.
Mi accorgo così, che Flora, Fauna e Serenella, non hanno svolto bene il proprio lavoro, perché la polverina magica ricca di empatia e umanità, non è stata distribuita bene e quindi qualcuno è rimasto immune da queste doti ormai rare.
Se siete arrivati a leggere fino qui, saprete, così, che mio babbo, per non raggiungere, al momento, quel paese sconosciuto, ha inserito un bypass e uno stent.
Ma il piccolo miracolo è che, nonostante la sua età, è entrato e uscito dagli ospedali con le sue gambe, superando tanti ostacoli, che nel 2026, dovrebbero essere azzerati.
Ora inizia un nuovo capitolo, che si scriverà giorno dopo giorno, ma questa è un'altra storia.
Sabrina Paglia
La foto scattata da Sabrina nell'attesa del traghetto per raggiungere il padre, l'olivo sembra essere un segno.






