Lo so, ormai è diventata un’ossessione, ma appena vedo un comunicato del Parco mi viene da guardare cosa c’è sotto, e a volte, come stavolta, trovo un tesoro.
Il Parco Nazionale ha appena comunicato che il 29 ottobre si riuniranno sia la Comunità del Parco che il Direttivo del Parco per discutere il Bilancio di previsione 2027, il Direttivo discuterà anche la realizzazione di una delle cose forse più invise a parecchi portoferraiesi: la realizzazione del Centro di interpretazione del Santuario Internazionale dei Mammiferi Marini alle Galeazze.
E in fondo al comunicato c’è anche l’invito ad approfondimenti, compreso Il Consiglio Direttivo https: //www.islepark.it/organi-del-parco/consiglio-direttivo/
E io ho approfondito, ma l’acqua è poca (cioè scarseggia) e la papera non galleggia.
Ma prima vediamo cosa dice la legge: “Il Consiglio Direttivo è formato dal Presidente e da otto componenti nominati con decreto del Ministro dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare secondo le modalità previste dall’articolo 9, comma 4, della legge n. 394/91, come modificato dall’articolo 1, comma 1, del D.P.R. 16 aprile 2013, n. 73; dura in carica cinque anni, rinnovabili, per ciascun componente, una sola volta e scelti tra persone particolarmente qualificate per le attività in materia di conservazione della natura o tra i rappresentanti della Comunità del Parco. Degli otto componenti quattro sono designati dalla Comunità del Parco, uno su designazione delle associazioni ambientaliste, uno su designazione del Ministero dell’Ambiente, uno su designazione del Ministero per le Politiche Agricole, uno su designazione dell’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (ISPRA). Il Consiglio Direttivo delibera in merito al tutte le questioni generali, si esprime sui bilanci, sui piani e sul regolamento”.
Quindi, nel Consiglio direttivo del Parco ci dovrebbero entrare 4 persone particolarmente qualificate per le attività in materia di conservazione della natura nominate dai ministeri, dalle associazioni ambientaliste e dall’ISPRA e 4 persone nominate dalla Comunità del Parco che non necessariamente devono essere esperti di ambiente, ma rappresentare i comuni e gli altri enti.
Se leggete i curricola pubblicati dal Parco, la cosa sembra invertita: gli unici ad avere competenze sono quelli della Comunità del Parco: Angelo Banfi che, anche se non ha ancora pubblicato il curriculum, è stato funzionario del Parco e nel Direttivo per un tempo immemorabile, Susanna Berti, anche lei ex collaboratrice del Parco e con una breve esperienza nel Direttivo. Anche Gabriele Rotellini non ha ancora pubblicati il suo curriculum vitae, ma è già stato per qualche anno nel direttivo del Parco.
Mentre Rita Bacci, non potendo vantare esperienze ambientali di nessun tipo, vanta giustamente con orgoglio i sui titoli professionali come Insegnante F.I.F. (Federazione Italiana Fitness) F.I.F., di pilates e ballerina ed è comunque la rappresentante del più popoloso Comune dell’Arcipelago Toscano.
La catastrofe arriva leggendo gli striminziti curricola degli “esperti in materia di conservazione della natura” nominati dai ministeri:
Simone Meloni, nominato dal ministero delle politiche agricole e in quota Forza Italia, non ha nessuna competenza ambientale ed agricola e non può far altro che vantare la sua eccezionale carriera nella Venerabile Arciconfraternita di Misericordia Portoferraio;
Luigi Lanera, nominato dal ministero dell’ambiente, omette stranamente nel suo curriculum vitae (una paginetta scritta in grosso e con enormi spazi bianchi tra una qualifica professionale e l’atra) di essere il coordinatore di Fratelli d’Italia, ma scrive “Ritengo molto importante la tutela dell'Ambiente e del Mare”, dopo essere stato a capo di chi non voleva l’Area marina protetta e il Parco Nazionale;
Cesarina Barghini, in rappresentanza delle Associazioni di protezione ambientale a loro insaputa, non ha ancora pubblicato il suo curriculum ed è un peccato, perché così potrebbe rispondere a Legambiente che le ha chiesto qualche giorno fa che spiegasse quali fossero o fosse l’associazione ambientalista che l’ha indicata al ministro Pichetto Fratin, convincendolo così a nominarla nel direttivo perché “Particolarmente qualificata per le attività in materia di conservazione della natura”, anche se chi è particolarmente qualificato davvero dice di non averci mai avuto niente a che fare. I soliti ben informati ci dicono che potrebbe essere stata indicata dall’Associazione Mondiale Animalista dell’Italia Occidentale (AMADIO).
Quanto al rappresentante degli scienziati (quelli veri), sul sito del Parco si legge che “Si attende un successivo decreto, ad integrare il Consiglio direttivo con la nomina del rappresentante dell’ISPRA”, non sia mai che arriva un vero esperto e rovina la media di questo splendido direttivo che eguaglia quella del suo presidente pisano nominato al posto di elbani che, pur di centro-destra, qualche competenza ambientale ce l’avevano davvero.
Guardiano Corso






