In questo momento storico in cui giornalmente molti bambini vengono trucidati dalle bombe di guerre assurde mi vergogno quasi a scrivere di queste che al confronto sono inezie di nessun valore. Tuttavia nell’attesa e nella speranza di tempi migliori mi tappo il naso e faccio finta di vivere in un mondo civile, dove ci si può preoccupare anche di cose di minor conto.
Sono sulla “prima nave”, che per chi come me abita a Marciana o in altri paesi di pari o maggiore distanza da Portoferraio significa svegliarsi almeno alle 4 di mattina. Sono sulla “prima nave” perché è Marzo e devo prendere uno dei rari treni che asservono dorsali extra regionali. Il mio treno parte da Campiglia Stazione alle 8.50 e va verso nord.
Come sempre, nel programmare gli spostamenti, si parte dall’orario del treno e si va a ritroso cercando la miglior soluzione per raggiungerlo, scoprendo cose curiose che hanno l’aria di vere e proprie “prese di culo”. Ad esempio che il bus Linea 200 Elbalink parte alle 7.30, giusto in tempo per salutare dal finestrino i passeggeri dell’aliscafo delle 6.50 mentre sta attraccando. Prossimo bus (da Novembre a Marzo) un’ora più tardi. Troppo tardi per quel treno, si arriva alle 8.56, giusto in tempo per salutare dal finestrino l’ultimo vagone che si allontana. Le cose non vanno meglio per treni che vanno verso sud, né per altri orari durante il giorno. E così eccomi qua sulla nave, perché proprio non voglio sborsare 41 Euri per un transito Piombino-Campiglia Stazione via Taxi.
Viene da chiedersi: ma cosa intendono i politici esattamente con “continuità territoriale”? Intendono forse “far raggiungere la costa” alla stessa stregua di ciò che fanno gli scafisti con i poveri migranti dall’Africa?
Io che cerco sempre di non lamentarmi senza suggerire soluzioni, nel mio piccolo avevo già scritto in modo propositivo per migliorare i trasferimenti dei residenti delle Isole, sfruttando le tecnologie oggi a disposizione (Pillole di Scienza numero 29 - La tecnologia in aiuto ai residenti su un’isola). Fui persino invitato a tenere un seminario a Portoferraio, a cui nessun politico partecipò. Poi scrissi al presidente Giani, senza ricevere risposta.
Gli promisi simpaticamente di offrirgli alcune idee tecniche che lo avrebbero portato sicuramente alla gloria: vi immaginate un politico che riuscisse a sincronizzare gli orari di bus, navi e treni ? Passerebbe alla storia alla stessa stregua di Giulio Cesare o di Napoleone Bonaparte ...peraltro attuando soluzioni che un ingegnere impiega più o meno 15 minuti per progettare. Ma i politici pare che non chiedano agli ingegneri, né che si pongano il problema in assoluto. Possiamo farcela o dobbiamo aspettare di essere invasi dai Giapponesi?
Marco Sartore







