È costante l’impegno dei Carabinieri del Comando Provinciale di Livorno teso alla prevenzione ed al contrasto delle fattispecie di reato contro il patrimonio su tutto il territorio della provincia.
In tale cornice operativa si inserisce l’attività di polizia giudiziaria condotta negli ultimi giorni dai Carabinieri della Compagnia di Portoferraio.
Le indagini sono state avviate dopo l’ennesima attività di sopralluogo di furto in cui i militari hanno potuto evidenziare anche alcune tracce e residui sui luoghi del reato. In particolare è proprio da una traccia ematica quasi invisibile, lasciata accanto a una cassaforte appena forzata. Da qui è stata avviata una delle più complesse indagini condotte negli ultimi anni dai Carabinieri dell’isola d’Elba per contrastare i furti in abitazione.
Nell’arco di tempo di circa in anno e mezzo le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Livorno e sviluppate dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Portoferraio, hanno consentito di individuare un gruppo di quattro italiani, residenti nel nord Italia, ritenuti responsabili di almeno uno dei colpi messi a segno sull’Isola risalente all’estate del 2024 ma sospettati anche di aver partecipato ad altri analoghi episodi.
L’indagine, detta convenzionalmente "Articolo 21", è scaturita dopo una serie di furti che tra luglio e agosto dello scorso anno avevano creato forte preoccupazione tra residenti e proprietari di seconde case. Una decina gli episodi che sono stati vagliati dagli investigatori, concentrati soprattutto nei mesi di maggiore afflusso turistico. Il modus operandi è apparso sempre lo stesso: i malviventi entravano in azione nelle ore in cui i proprietari erano assenti, spesso impegnati al mare o lontani da casa; dopo aver forzato porte o finestre, individuavano le casseforti presenti nelle abitazioni, le aprivano utilizzando smerigliatrici e vari strumenti da taglio. In questo modo riuscivano in pochi minuti ad impossessarsi di denaro contante, gioielli e preziosi, facendo poi perdere le proprie tracce.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo sarebbe inoltre sospettato di altri furti avvenuti nello stesso periodo ai danni di privati e di strutture presenti sul territorio elbano, tra cui anche un colpo messo a segno nei confronti di una società a partecipazione pubblica con sede nel capoluogo.
Il meticoloso esame delle tracce sui luoghi eseguito dagli investigatori dell’Arma elbana, nel corso di attività di sopralluogo successiva ad un furto perpetrato in villa (la cui refurtiva si aggirerebbe intorno ai diecimila euro), ha permesso di evidenziare una minima traccia ematica lasciata vicino alla cassaforte tagliata. Da quel reperto si è sviluppata un’attività investigativa complessa, sviluppata anche con riscontri da persone informate, analisi delle immagini di sistemi di videosorveglianza pubblici e privati nonché approfonditi accertamenti sui collegamenti di tipo tecnico registrati nelle aree interessate dai furti.
Un mosaico ricostruito pazientemente nel corso di alcuni mesi cui è seguita la conferma delle ipotesi investigative, giunta dai risultati degli accertamenti biologici eseguiti dal RIS di Roma. Gli esami hanno infatti consentito di collegare le tracce a soggetti appartenenti allo stesso nucleo familiare di una persona già detenuta ma ammessa al regime di semilibertà nel carcere di Porto Azzurro. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, proprio quest’ultimo avrebbe fornito informazioni e supporto logistico ai familiari e a un altro componente del gruppo, indicando obiettivi e modalità operative.
Alla luce proprio degli elementi raccolti, la Procura della Repubblica di Livorno ha ottenuto la revoca dei benefici penitenziari concessi all’uomo, che è stato pertanto di nuovo ristretto in carcere.
L’attività investigativa si è conclusa con l’identificazione dell’intero gruppo di sospettati indagati – tutti gli indagati annoverano numerose segnalazioni nonché sono pregiudicati per reati contro il patrimonio commessi principalmente nelle regioni del nord Italia – e sono stati denunciati in stato di libertà per furto aggravato in abitazione commesso nel territorio di Portoferraio.
Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, sono da ritenersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – sino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.
In vista dell’imminente stagione estiva, i Carabinieri continueranno ad intensificare i servizi esterni di controllo del territorio.






