Si è svolta ieri la quinta edizione di Future For Fashion, l'appuntamento – ideato e promosso da Centro di Firenze per la Moda Italiana e Confindustria Toscana Centro e Costa – che per un giorno ha trasformato Firenze nel centro del dibattito strategico sul futuro del sistema moda italiano.
Future For Fashion nasce dall'esigenza di restituire alla moda la capacità di attrarre le nuove generazioni, per l'edizione 2026 si è puntato su una riflessione condivisa sul tema "Moda: valori, talento ed esperienze".
E proprio all'insegna dell'esperienza e del talento si è svolto il dialogo tra Antonio Arrighi, viticoltore all'isola d'Elba e il designer toscano Niccolò Pasqualetti uno dei più promettenti del panorama internazionale della moda. Due testimonial d'eccezione del pensiero creativo e laterale che hanno saputo uscire dalla comfort zone e sperimentare nuove strade. Ne è seguito un interessante confronto sugli "ingredienti del successo".
Dall'ascolto del territorio e dalla fascinazione della storia nasce Nesos, il vino marino le cui uve di ansonica vengono immerse in mare, nato per ricreare un vino come veniva prodotto 2500 anni fa dai Greci dell'isola di Chio. “Nato per soddisfare una curiosità personale e scientifica, Nesos non solo mi ha fatto conoscere letteralmente in tutto il mondo, ma mi ha consentito anche di presentare il resto della produzione. Non è stata un'operazione commerciale, l'idea era quella di un esperimento, ma visto il successo e le richieste è entrato in produzione ogni anno con un'edizione limitata di 270 bottiglie numerate” - ha dichiarato Antonio Arrighi.
Niccolò Pasqualetti, designer toscano la cui formazione ha attraversato Venezia, Londra e Parigi, dove ha lavorato per importanti maison prima di fondare il proprio marchio nel 2021, racconta nei suoi capi una ricerca che parte dai codici della sartoria italiana per spingerli oltre i confini abituali: il maschile dialoga con il femminile, il passato si intreccia al presente, l'eredità artigianale diventa materia di sperimentazione su materiali sempre diversi. Un linguaggio che, in un tempo brevissimo, gli ha già garantito numerosi e prestigiosi riconoscimenti internazionali, consolidando la sua posizione tra i designer emergenti di maggior successo.
Due percorsi diversi, ma espressione della stessa radice: il rischio calcolato come strumento di crescita, il costante superamento dei limiti, la curiosità come bussola per trasformare un'eredità culturale in un successo contemporaneo. Attraverso le loro esperienze, emerge un ritratto della passione italiana che unisce creatività, tecnica e profondo ascolto del territorio: la stessa convivenza organica tra tradizione e sperimentazione che anima tanto le collezioni di Pasqualetti quanto i vini di Arrighi.
In questo confronto Future For Fashion ha trovato la propria cifra: non un convegno autoreferenziale sul settore moda, ma un luogo che ha chiamato a raccolta sguardi esterni per restituire alla filiera una capacità di lettura più ampia. La presenza di un viticoltore tra i protagonisti della giornata è stata, in questo senso, una scelta precisa: dimostrare che il pensiero laterale, quello che permette di vedere soluzioni dove altri vedono solo limiti, può arrivare anche da chi la moda la osserva da fuori, perché la creatività non ha confini.
Ad aprire ufficialmente i lavori sono stati i saluti istituzionali di Lapo Baroncelli, presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa, e di Sara Funaro, sindaca di Firenze. Le strategie per tornare a esprimere forza attrattiva, specialmente verso le nuove generazioni, sono state al centro di una tavola rotonda che ha visto confrontarsi Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana; Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda e Stefania Lazzaroni, direttrice generale di Altagamma. Tra i protagonisti della giornata anche Antonio De Matteis, presidente di Pitti Immagine, intervenuto sul ruolo strategico delle fiere internazionali: una presenza che ha confermato come, proprio nei giorni di Pitti, Future For Fashion sia riuscito a riunire a Firenze gran parte del mondo della moda, intorno allo stesso tavolo.






