C’era una volta Poggio. Borgo da favola incastonato tra i castagni all’ombra del monte Capanne e pioniera del turismo vip: qui tra gli anni sessanta e settanta hanno soggiornato teste coronate, vip e icone della storia come Winston Churchill. Poi il Poggio è diventata meta gettonatissima di tante famiglie che hanno comprato qui un’ambitissima casa di villeggiatura eleggendola a rifugio del cuore e diventando il “posto delle fragole” per bimbi e ragazzi che in quegli anni qui sono cresciuti tutte le estati con villeggiature che duravano anche tre mesi e partecipando ai mitologici spettacoli del Poggio.
Ora che gli anni sono passati per chi si ritrova in queste mura dove hanno villeggiato anche due o tre generazioni di proprietari di seconde case il risveglio da quegli anni da sogno è sempre più traumatico: lo spopolamento invernale si allunga all’estate con la mitica piazza - dove oggi lavorano alcuni bar e ristoranti e ieri c’erano anche alimentari, macelleria, tabaccheria, ecc. - che spegne le luci anche prima della mezzanotte quando un tempo restava viva quasi tutta la notte. Le vicine Marciana alta e Marciana Marina per vita serale, eventi ed iniziative sembrano delle metropoli a confronto senza dover citare il versante Sud dell’Isola.
Anche parcheggiare per chi viene da fuori ma anche per chi ha deciso di trascorrere la giornata al mare è diventata un’impresa soprattutto in agosto: i posti negli anni si sono ridotti – mentre nelle vicine Marciana e Marciana Marina si sono moltiplicati anche con parcheggi multipiano – con l’enorme pullman blu delle autolinee toscane che ogni volta che passa per Poggio tenta una complicatissima gimcana tra le macchine parcheggiate e quelle in movimento. Parcheggiare lontano dal paese e collezionare multe è dunque diventata una esperienza quotidiana.
Si dirà, anche giustamente, il mondo è cambiato e ormai il turismo è mordi e fuggi e quindi perché scommettere ancora su questi “resistenti” - una volta considerati una risorsa oggi forse un impiccio - che ogni anno tornano nelle loro case sperando di rivivere per qualche momento la magia del passato? La strategia – se davvero ce n’è una – può anche essere quella di trasformare Poggio in un posto solo dove dormire in tranquillità (e purtroppo nemmeno più al fresco visto le estati bollenti) per poi spostarsi nei centri vicini per chi vuole un po’ di vita. Ma è davvero la strategia giusta questa per il futuro? Per ora si vedono solo moltiplicarsi i cartelli di vendesi con prezzi – come riportato recentemente da un articolo del Sole 24 Ore - già tra i più bassi dell’Isola.
Ma in futuro potrebbe andare peggio: Poggio potrebbe unirsi a quei tanti piccoli borghi italiani che si sono spopolati e che vendono simbolicamente le case ad un euro per convincere qualcuno a tornarci.
Marzio Bartoloni






