È già la terza volta in un anno che si verifica una alluvione che mette in seria difficoltà i cittadini di ampie zone di Portoferraio con conseguenti danni a molte abitazioni e attività commerciali in particolare presso il Centro Storico, via Manganaro, Via Carducci, Via del Carburo, Sghinghetta, Viale Teseo Tesei.
Negli anni precedenti tali eventi si verificavano forse ogni dieci o sette anni, ora la loro frequenza ha obbligato e obbliga ogni Amministrazione a provvedere con urgenza ad ovviare con provvedimenti ad hoc a tali disagi che producono inevitabilmente danni economici rilevanti se non addirittura danni alla salute delle persone.
Mi domando allora cosa è stato fatto tutt’ora per ovviare a tale situazione prevenendo in maniera efficace allagamenti, smottamenti ed esondazioni. La risposta è purtroppo una sola, negli anni non è stato fatto nulla, solo sporadiche azioni dopo che si è manifestato l’evento.
Allora ci chiediamo dove sono le idrovore promesse per i casi di forti piogge e temporali poste nelle zone di maggiore rischio, come mai non sono state accese in tempo utile le pompe per eliminare l’acqua esondata anche dai tombini aperti, perché non sono state poste con lavori preventivi delle griglie a monte delle strade a maggior rischio per convogliare l’acqua verso il mare? Quali lavori sono stati effettuati per potenziare tali pompe, non ritenendo, a torto, tali lavori di somma urgenza, nonostante fosse stato rilevato dai tecnici che tali pompe non fossero sufficientemente potenti per evitare eccessivi allagamenti.
Pur elogiando tutti quelli che si sono prestati per la sicurezza dei cittadini, perché la protezione civile, la vigilanza urbana, le forze di polizia non sono state allertate in tempo utile, immediatamente dopo che fosse stata emessa allerta meteo, anche per ovviare che il traffico veicolare aumentasse i disagi di tutti e il pericolo per gli occupanti dei veicoli, nonché per evitare danni irreparabili alle stesse autovetture.
Le Amministrazioni, soprattutto quella che sta governando ora la città, avrebbero dovuto imparare dagli eventi alluvionali scorsi; invece, è intervenuta solo mentre l’evento alluvionale avveniva o subito dopo. Spesso poi, in molti casi, per gli eventi passati non ha risarcito, come promesso, le spese più o meno rilevanti, effettuate successivamente dai cittadini per la riparazione dei danni subiti.
Le promesse durante le manifestazioni sono allora solo parole al vento, le spese francamente inutili se non addirittura nocive per tanti aspetti come la ruota panoramica, nonché lo spettacolo peraltro assai deludente dei droni, anche se spettacoli finanziati in tutto o in parte con risorse private, nonché la spesa effettuata per controllare i propri dipendenti, sono una offesa nei confronti di tutti i cittadini che si aspettano invece la difesa dei loro diritti e delle loro aspettative.
Vorrei avvisare l’attuale Amministrazione e quelle future che la pazienza dei cittadini ha un limite oltre la quale possono verificarsi episodi assai disdicevoli da parte di persone esasperate che, se pur comprensibili, non sono condivisibili in un paese civile. Mi auguro che tutto questo non accada più.
Michele Rampini






