Nei giorni scorsi, a seguito di una comunicazione del Ministero per l’Istruzione e del Merito, guidato dal Ministro Valditara, l'Ufficio scolastico regionale per il Lazio ha chiesto ai vari istituti di comunicare la Presenza nelle scuole di studenti palestinesi. Pare che l’iniziativa negli intenti del Ministro possa estendersi a tutta Italia e che la circolare sia già pervenuta in effetti a molte scuole. Si tratta di un atto ignobile e di una violazione dei principi democratici.
Non si possono identificare gli studenti in base alla loro origine. Richiedere elenchi di studenti legati a un'area di conflitto e sottoposta a feroce genocidio, come quella palestinese, è un atto di controllo politico e di sorveglianza, genera un clima di intimidazione, limita gli studenti e la loro la libertà di espressione, alimenta il sospetto reciproco tra compagni e verso le istituzioni e, soprattutto, scambia il diritto allo studio con il monitoraggio per fini di ordine pubblico o sicurezza non meglio specificati.
Tra l’altro nazionalità e orientamento politico sono dati sensibili e i dirigenti scolastici non sono tenuti a fornirli a terzi. Inquietante è che questo avvenga in un paese come l’Italia che collabora strettamente con il Servizio Segreto Israeliano. Si mette in serio pericolo in questo modo la sicurezza di tante ragazze e ragazzi.
Queste pratiche discriminatorie sono un segnale della deriva autoritaria di questo Paese. Si vuole trasformare la scuola da luogo di formazione ed inclusione in uno strumento per il monitoraggio del dissenso o delle minoranze.
Vergognatevi!
Partito della Rifondazione Comunista Circolo Isola d’Elba
Giovani Comuniste/i







