Leggo il lungo articolo di Giovanni Fratini su “Corse soppresse, navi inadatte e inerzia dei comuni”, e condivido, in particolare, che la Regione, nell’affidare il servizio di collegamento marittimo le isole di Toscana con il continente deve accertare che la società di navigazione in convenzione (leggi Toremar) abbia un naviglio in grado di assicurare un regolare adempimento degli impegni contrattualmente presi.
Fratini cita il caso del Rio Marina Bella, ma io aggiungo pure lo Schiopparello Jet, mezzo veloce che in inverno sta più fermo che in servizio.
È giusto ricordare “la prima Aethalia, quella della fine degli anni ’50, che era “ballerina”, ma aveva un bel pescaggio, non temeva libecciate, ponentate o sciroccate anche discrete”. Quella mitica motonave varata nel 1956 che era il primo traghetto europeo moderno, quello con il garage e i portelloni d’ingresso a poppa e a prua, fatta costruire nei cantieri di Riva Trigoso dalla società privata Navigazione Toscana, che era aggiudicataria sin dal 1914 della convenzione statale per i collegamenti con l’arcipelago toscano. Poi, nel 1975 nacque Toremar, compagnia pubblica, venduta dopo oltre trent’anni a Moby Lines Spa.
Concordo pure con Fratini che fu un errore la “totale privatizzazione del servizio marittimo voluta, anzi imposta da un governo Berlusconi che aveva come ministro delle infrastrutture e dei trasporti un Senatore nostrano, Altero Matteoli e, senza colpo ferire, accettata dalla nostra Regione con il sostegno unanime del consiglio regionale. Correva l’anno 2009 e Marcella Amadio ne faceva parte”.
Insomma, con la formulazione della nuova convenzione tra Regione Toscana e Toremar, è assordante silenzio rassegnato dei sindaci e di quanti rappresentano la società isolana.
Lorenzo Marchetti






