Il circolo di Legambiente Arcipelago Toscano ha giustamente denunciato il progetto di riportare all’energia fossile l’isola di Capraia, trasformando l’attuale centrale elettrica che funziona a biodiesel nuovamente a gasolio, il tutto mentre il costo dei combustibili fossili a causa della nuova guerra per gli idrocarburi e il nucleare scatenata da Israele e Stati Uniti in Iran e che sta infiammando il Golfo Persico e facendo salire alle stelle il prezzo di petrolio e gas.
La cosa ancora più incredibile è che questo avvenga in un’isola tutelata dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, da direttive europee e che fa parte del MAB Unesco. Ed ancora più incredibile che sia avvenuto nel silenzio più completo delle istituzioni locali e nazionali, a cominciare dal ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin che si è più volte dichiarato in ogni consesso nazionale ed europeo un sostenitore dei biocarburanti, anche in contrapposizione alle auto elettriche.
Ma la cosa davvero sconcertante è che i due colossi energetici italiani – Enel e ENI – non sappiano cosa fa l’uno e cosa l’altro. Infatti, mentre Enel Distribuzione smonta la centrale “verde” di Capraia per tornare al fossile, sulla costa di fronte all’Isola, a Livorno, Eni vuole realizzare una bioraffineria al posto di quella fossile per produrre Hydrotreated Vegetable Oil (HVO) e sostituire così l’ormai obsoleto biodiesel tradizionale.
D’altronde cosa ci si può aspettare da un governo e da compagnie energetiche che hanno imposto a Piombino un rigassificatore che si sta ogni giorno di più dimostrando una scelta disastrosa, come l’”hub del gas Italia” di Giorgia Meloni che è finito sotto le bombe nel Golfo Persico e il gas GNL a prezzi folli che ci fornisce lo speculatore seriale Donald Trump?
Come ha detto recentemente in un’intervista a Il Manifesto Matteo Giacomo Di Castelnuovo, professore associato in economia dell’energia all’università Bocconi, “Il problema non è il fornitore ma la fonte.
L’energia fossile funzionava fino a trent’anni fa; ora con l’instabilità geopolitica non funziona più. Ma ne siamo ancora troppo dipendenti. Anzi, abbiamo costruito nuove infrastrutture pesanti come i rigassificatori di Piombino e Ravenna per accogliere il gas liquido via nave. È stato un errore che ci rimarrà sul groppone. Non potevamo certo tirare una riga sopra al precedente sistema, altrimenti saremmo rimasti senza elettricità. Ma avremmo dovuto essere più coraggiosi ad avviare subito il graduale abbandono del gas, da cui ancora dipende il 50% dell’energia italiana. Invece ci siamo creati il problema da soli in casa”.
Ecco, non bisogna fare lo stesso errore speculare a Capraia, non si può tornare all’era fossile mente i dinosauri del petrolio e del nucleare si fanno guerra ovunque.
A Capraia fra poco si terranno le elezioni comunali dopo che il Comune è stato commissariato, sarebbe bene che liste e candidati si esprimessero su questo problema che rischia di segnare il futuro, l’immagine e l’economia dell’Isola.
Parco Nazionale Arcipelago Toscano, Comune di Capraia, Regione Toscana e ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica devono prendere una posizione ferma contro questa follia e far tornare indietro subir to ENEL da una scelta sbagliata, anacronistica e ambientalmente insostenibile.
SI-AVS Isola d'Elba - Circolo "Patrizia Piscitello"






