Nei primi anni del terzo millennio, non ricordo se nel 2004 o 2005, ero Segretario comunale a Marciana e una mattina di dicembre, a pochi giorni dalla fine dell’anno, incontrai alcuni turisti milanesi nella piazza principale del Comune ed una signora mi chiese una informazione. Ne approfittai per sapere come mai avevano deciso di passare il Capodanno all’Elba. Mi rispose che l’avevano conosciuta per la prima volta in estate e trovata molto bella. Per questo avevano deciso di ritornarci anche fuori stagione. Rimasi piacevolmente colpito dalla risposta. Mi confermava quanto, da tempo, sostenevo: che la nostra isola per la sua bellezza e il suo clima mite può puntare su un turismo non limitato a pochi mesi.
Qualche anno dopo le Compagnie di navigazione, con la fine dell’estate, continuavano a ripristinare l’orario invernale, come era sempre accaduto. Ma le molte auto che rimanevano a terra sul porto di Piombino dimostravano che era necessario garantire più corse. Eppure non era stata allestita alcuna campagna pubblicitaria, non era stato confezionato alcun messaggio sull’Elba da poter “godere” anche in autunno.
Nell’ottobre del 2018 Ruggero Barbetti, allora Sindaco di Capoliveri, Comune capofila della Gestione associata per il turismo, ci fece sapere che una indagine di mercato affidata ad una Società specializzata aveva dimostrato che l’isola, “con una promozione mirata, puntuale e continuativa” avrebbe avuto tutte “le potenzialità per vivere di turismo per almeno 8 mesi”.
Sempre nel 2018 il Presidente della Associazione albergatori elbani, Ing. De Ferrari auspicava “una proficua collaborazione con il Parco in modo da creare le premesse per attirare target turistici di qualità anche al di fuori dei mesi estivi”. Ed in effetti il “Parco del Grande Mare”, come lo ha chiamato il suo primo Presidente, il prof. Tanelli, può rappresentare una forte attrattiva nei periodi in cui non è possibile un turismo balneare.
A seguire la Fondazione isola d’Elba, nel gennaio del 2019. sollecitò la società elbana a passare “dalle parole ai fatti”. E indicò nella Gestione associata dei Comuni per le politiche turistiche il Soggetto istituzionale che avrebbe potuto e dovuto avviare un confronto tra tutti gli interessati. Infine la Presidente della Confcommercio, Franca Rosso, annunciò che la sua Associazione aveva predisposto una “bozza di programma pluriennale di sviluppo” con l’obiettivo di prolungare la stagione turistica.
Sono passati diversi anni, ma le Amministrazioni comunali, l’Ente Parco, le Compagnie di navigazione, l’Autorità portuale, le Associazioni di categoria, le Organizzazioni sindacali e tutto il variegato arcipelago di Società che si occupano di ambiente, cultura, enogastronomia, sport, attività di svago ecc… hanno collaborato per cercare di definire un progetto credibile? Sembra proprio di no.
Tant’è che nello scorso mese di dicembre Associazione albergatori, Confcommercio, Confesercenti, CNA, Coldiretti e Faita, hanno accusato la Gestione associata per lo sviluppo del turismo addirittura di “improvvisazione e scarsa comunicazione” e sollecitato l’apertura di “un confronto istituzionale per discutere prospettive e strategie fondamentali”. Dopo qualche mese il confronto c’è stato ma, a leggere il comunicato emesso dalla GAT, non sembra che sia stato affrontato l’annoso tema della destagionalizzazione. Si prevede di incassare per quest’anno dalla tassa di sbarco 4 milioni e 500 mila euro. Di questi ben 3 milioni e 300 mila andranno ai Comuni per “l’organizzazione di eventi”. Con un perfetto “politichese” si conferma poi la necessità di mantenere un rapporto di “dialogo tra il mondo privato e quello politico con l’obiettivo di costruire una piattaforma condivisa di intenti e avviare un percorso di programmazione strategica “. Ma una decisa scelta di puntare su un turismo non solo balneare, riducendo, ad esempio, la quota assegnata ai Comuni per finanziare quella “promozione mirata, puntuale e continuativa” proposta da Barbetti, non si intravede.
Consola per fortuna il fatto che in un convegno di Confindustria Toscana, tenutosi a Firenze nei giorni scorsi, si è parlato dell’Elba. Delle sue concrete potenzialità per dar vita ad “una stagione turistica non solo di quattro mesi”. Ce ne ha dato notizia Franca Rosso, Presidente di AssoCom Elba. E ci ha anche annunciato che presto sarà organizzato da Confindustria un convegno “ per dire basta al turismo che andava bene 30 anni fa”. Finalmente si dice con chiarezza quale futuro turistico si vuole assicurare alla nostra isola. Una impresa molto difficile, forse impossibile. Comunque vale la pena tentare. Buon lavoro!
Giovanni Fratini






