Primavera del 2023, il 13 aprile sbarcò a Portoferraio il Presidente della Società di consulenza “Risposte turismo” per illustrare uno studio commissionato dalla Autorità di sistema portuale di Livorno e finalizzato a migliorare i servizi di accoglienza dei turisti nei porti di Piombino e dell’Elba. Lo scorso anno, il 23 maggio, il Presidente di “Risposte turismo” è tornato per approfondire, in un secondo convegno, il tema della accoglienza del turismo crocieristico.
Chissà se nella primavera di quest’anno ci farà di nuovo visita. Non credo. Il nuovo Presidente dell’Autorità di sistema portuale, Dr. Davide Gariglio, non sembra molto “interessato” ai problemi della nostra portualità.
Da quando è stato nominato Commissario straordinario a giugno del 2025 e poi Presidente a novembre, non ha avuto il tempo, per non dire la sensibilità, di promuovere un incontro pubblico con l’Elba, con le sue rappresentanze istituzionali, politiche e sociali. E mentre con la presidenza Guerrieri venivamo molto spesso aggiornati sulle attività e sui programmi annuali e pluriennali, con il Dr.Gariglio il servizio di informazione sembra quasi non esistere più. Solo il 1° aprile è apparso un comunicato con la notizia che quest’anno il nostro porto ospiterà ben 110 navi da crociera.
Certo la nostra isola non può non attrarre anche il turismo delle crociere grazie alla sua storia e alla straordinaria bellezza del suo patrimonio ambientale. Ma proprio perché possediamo una forte capacità di attrazione forse dovremmo anche pensare ad un porto più presentabile.
All’alto fondale, dove attraccano quasi tutte le navi da crociera, “false fioriere” in cemento lungo tutta la banchina dotate non di fiori ma di “pedici” e le due brutture del manufatto del fu ristorante Stella marina e della Gattaia che con un poster si cerca da tempo di nascondere.
Lo scorso anno ci è stata annunciata la realizzazione, al posto della Stella marina, di una “Stazione dedicata al traffico crocieristico”. Ma nel piano triennale delle opere 2026/2028, non solo non c’è traccia della demolizione del vecchio manufatto, ma neppure della spesa necessaria per il progetto della “Stazione”.
Quest’anno, dato l’alto numero di arrivi, accadrà spesso che oltre all’alto fondale saranno utilizzati altri moli. Il giorno di Pasquetta una nave è stata ormeggiata al molo Massimo lato nord. E alla radice del Molo Massimo siamo in grado di offrire un’altra straordinaria bruttura: il manufatto del bar chiuso dallo scorso anno.
Si dice che sarà demolito e sostituito da un’ampia aiuola spartitraffico. Speriamo che sia ben fiorita e questa volta di forma circolare. Ma anche questo intervento non risulta previsto nel piano triennale. Dovremo, ancora per qualche anno, se tutto va bene, contentarci di quell’altra piccola aiuola un tempo a forma di fagiolo, ma recentemente amputata e a tutt’oggi dotata di rigogliose erbacce. Piante tipiche, molto diffuse e non solo nella zona portuale.
Durante il secondo convegno sui servizi portuali l’allora Presidente della Autorità Guerrieri ci assicurò che sarebbe stata acquistata l’area di proprietà privata retrostante il Residence per costruirvi un parcheggio a più piani. Ma quando? Visto che dal 1994, anno di nascita, l’Autorità portuale non ha mai pensato alla necessità di un parcheggio multipiano, le speranze di una sua prossima costruzione sono proprio ridotte al lumicino.
A poca distanza dal pontile Massimo, l’ex Cromofilm attende da quasi 15 anni di diventare una stazione marittima. Per quest’opera nel programma triennale 2026/2028 è previsto di impegnare, stranamente, solo 200 mila euro quest’anno e 2milioni e 800 mila euro l’anno prossimo.
Ma nel 2018 non fu assicurato all’allora Sindaco Ferrari l’avvio di un primo lotto di lavori per 1 milione e 800 mila euro? E nel 2022, dopo 4 anni, non fu ripromesso al Sindaco Zini l’apertura del cantiere? Ho il timore che dovremo attendere ancora anni. E così anche l’attuale Sindaco, come i suoi tre predecessori ( Peria, Ferrari e Zini) non avrà la soddisfazione di indossare la fascia tricolore, a cui sembra essere molto affezionato, per tagliare il nastro. E pensare che la stazione marittima di Piombino fu realizzata anche grazie a fondi comunitari destinati all’Elba.
L’Assemblea della Comunità montana, negli anni ’70, decise all’unanimità di dirottarli in parte sul porto di Piombino, considerato “la porta di ingresso” alla nostra isola. Una porta che allora era proprio messa male!
Accanto all’ex Cromofilm un altro importante edificio, il palazzo Coppedè da più di venti anni abbandonato. L’Amministrazione comunale, che ne è proprietaria, decise, Sindaco Zini, di fare una gara per cederlo a privati. La cessione non è ancora avvenuta. Sembra che siano pervenute tre offerte che non possano essere accettate. Se le cose stanno così, si rifaccia un’altra gara. E in tempi brevi! Non si può condannare un immobile di pregio a subire un inarrestabile degrado.
Nel 2005 l’Autorità portuale di Piombino progettò di creare alla radice del pontile n°1 un ampio piazzale per facilitare le operazioni di imbarco e sbarco dai traghetti. Il progetto prevedeva anche la riqualificazione dell’area appartenete al Demanio marittimo ( ex cantierino ). Ma, dopo più di un ventennio, nulla di fatto.
A Piombino, due anni fa, sono stati stanziati oltre 16 milioni di euro per la riqualificazione energetica della stazione marittima che prevede, tra l’altro, la costruzione di una torre-piloti all’ingresso del porto alta addirittura 43 metri. Noi possiamo fare a meno della torre-piloti, ne abbiamo già una più piccola, ma di grande valore storico e architettonico: la torre della Linguella. Avremmo bisogno, invece, di una più attenta considerazione da parte della Autorità. Di meno promesse mancate e di più impegni seri e concreti.
Giovanni Fratini






