Signor Sindaco,
non appartengo ad alcuna forza politica di opposizione e non ho alcun interesse personale in questa vicenda. Sono semplicemente un cittadino che da anni si impegna nel campo della sanità e del sociale, cercando di portare contributi, idee e proposte che possano essere utili alla nostra comunità.
In più occasioni mi sono confrontato con Lei e con l'Amministrazione comunale, sempre con spirito costruttivo e con l'unico obiettivo di tutelare i diritti delle persone più fragili. Lo stesso è avvenuto in relazione alla riforma della disabilità, tema sul quale Elba Salute, associazione di cui faccio orgogliosamente parte, ha promosso incontri, approfondimenti e momenti informativi corredati da documentazione ufficiale.
Per questo mi sorprende leggere oggi affermazioni che sembrano voler negare o ridimensionare il lavoro svolto e gli incontri avvenuti. Della riunione del 28 marzo 2026 esiste una registrazione completa, così come esistono documenti, articoli, interventi pubblici e scambi di opinione che testimoniano l'attenzione dedicata da tempo a questa importante riforma.
Esiste inoltre la documentazione ufficiale trasmessa dall'INPS che conferma come l'entrata in vigore a regime della riforma sia fissata al 1° gennaio 2027. Sono previste specifiche eccezioni soltanto per particolari procedure di revisione riguardanti alcune categorie di persone non autosufficienti ultrasettantenni, per le quali sono stati previsti tempi differenti. Al di fuori di tali casi, il riferimento normativo resta quello del 1° gennaio 2027.
Non mi interessa rivendicare primogeniture, meriti o riconoscimenti. Non ho bisogno di attribuirmi paternità politiche o istituzionali. Mi interessa esclusivamente che i cittadini Elbani, in particolare le persone con disabilità, i malati cronici e le loro famiglie, possano continuare a usufruire sul territorio delle visite e degli accertamenti necessari per il riconoscimento e il rinnovo dei propri diritti.
Su questo tema non dovrebbe esserci competizione, ma collaborazione. Quando si parla di persone fragili, il confronto dovrebbe concentrarsi sulle soluzioni e non sugli autori delle proposte.
Per questo ritengo ingiusto trasformare in una polemica personale il contributo di chi, gratuitamente e senza secondi fini, dedica tempo ed energie a questioni che riguardano l'interesse collettivo.
La vera questione non è chi abbia parlato per primo della riforma, ma se il nostro territorio sarà pronto ad affrontarne le conseguenze. Se dal gennaio 2027 i cittadini Elbani dovessero trovarsi costretti a recarsi fuori dall'isola per pratiche, visite o accertamenti che potrebbero essere svolti sul territorio, le risposte dovranno essere date a loro.
È questo il tema che dovrebbe interessare tutti noi. Ed è su questo che i cittadini giudicheranno l'operato delle istituzioni.
Con rispetto, ma con altrettanta fermezza.
Francesco Semeraro
Comitato Elba Salute






